Archive for ansia

First days in London

Posted in London with tags , , on 26 January 2009 by Psyche

Finalmente riesco a scrivere sul blog. In realtà non mi mancava solo il tempo, ma anche la voglia. Stare a Londra da sola è più difficile del previsto. Credevo che avrei cominciato a sentire la mancanza di casa dopo un po’ di tempo che sarei stata qua, che so, una settimana, invece già il 24 sera…
Nonostante lo sapessi, staccarsi da Fabio all’aeroporto è stato difficilissimo. È stato come se lasciassi a terra un pezzo di me, una parte della mia vita, e mi ha rincuorato solo quello che mi ha detto lui a un certo punto: “Noi comunque passeremo insieme il resto della vita”.

Dopo che ho lasciato Fabio, sono andata al controllo del bagaglio a mano, e lì mi hanno fatto togliere la cintura che avevo addosso e anche il portatile che era nel bagaglio a mano (a saperlo, lo tenevo direttamente fuori, era l’oggetto che occupava più spazio!). Poco prima dell’imbarco ho incontrato la ragazza che doveva partire con me, che ho scoperto che veniva a Londra anche per incontrare una famiglia da cui andare a fare la ragazza alla pari. Abbiamo fatto insieme il viaggio Milano-Londra e anche il viaggio dall’aeroporto di Gatwick alla stazione di London Victoria (una specie di stazione Centrale tre volte più grande e quattro volte più incasinata!). Alla stazione di Victoria è venuta a prendermi Sara, che mi ha accompagnato fino all’albergo, aiutandomi anche con le valigie. Prendendo il treno e poi la metro ho risparmiato, ma se fossi stata completamente sola avrei preso un taxi (anche se il prezzo dall’aeroporto al centro di Londra si aggirava intorno alle £85), perché non sarei riuscita a portare il valigione, il bagaglio a mano, il portatile e la mia borsa (pesantissima) tutto da sola.
Arrivate in hotel, dopo aver pagato, io e Sara ci siamo fatte due rampe di scale con il valigione, dato che l’hotel – ahimé! – non aveva l’ascensore. In camera abbiamo parlato un po’ di Londra, delle stanze, della vita qui, e abbiamo anche cercato dei “2 bedroom flats”, ovvero appartamenti con 2 camere, da dividere io e lei. Dopo essere uscite a cena, mi ha riaccompagnato all’hotel e poi è tornata a casa sua. Quando sono tornata in camera, ho capito che ero proprio da sola, che avrei dormito in una stanza d’hotel da sola, e la cosa mi ha agitato, ma per fortuna poi ho sentito Fabio con Skype.

Ieri, invece, dopo essermi alzata e aver fatto colazione, sono uscita e con la metro sono andata in un negozio Vodafone, dove ho comprato una sim inglese per poter telefonare ai numeri inglesi senza spendere una fortuna. Poi ho pranzato con Sara e sono andata a vedere una stanza. Al di là del fatto che l’odore non era un granché e che la casa nel totale non mi piaceva, la cosa che non mi avevano detto era che la stanza si liberava a marzo! Me ne sono andata con le pive nel sacco. Nel pomeriggio ho visto un paio di stanze insieme a Sara (ma erano per lei le stanze, dato che anche lei sta cercando una nuova sistemazione), e entrambe facevano schifo. La cosa che accomuna tutte queste stanze è che c’è la moquette dappertutto (nelle stanze, sulle scale, nei corridoi), che già mi dà sensazione di sporco, poi non c’è quasi mai un tavolo dove mangiare, perché qui non c’è l’abitudine di mangiare tutti insieme a tavola come da noi, magari uno cucina e mangia in piedi appoggiato al piano della cucina, oppure in camera o sul divano. Per me è inconcepibile… Ma qui è la norma, e mi ci dovrò abituare se vado in casa con altra gente.
Ieri sera poi sono tornata in hotel, ma prima mi sono fermata a comprare del pane e del prosciutto (schifoso) per farmi un panino in hotel. Non è stata una gran serata: mi sono fatta la doccia, ho asciugato i capelli, ho mangiato quel panino schifoso e dopo un’oretta ho sentito Fabio con Skype, che è stata l’unica nota positiva della serata. Ho continuamente il groppo il gola, non sono abituata alla solitudine, e nonostante abbia deciso di fare quest’esperienza “per me”, la cosa risulta più difficile del previsto. Ho paura a stare da sola in hotel (più che altro di sera e di notte), ho paura di non riuscire a trovare una casa, un lavoro poi, e mi inquieta un po’ andare a vivere con gente estranea. Qui è la norma, quindi in realtà sono solo io che non ci sono abituata, ma se andassi a vivere con Sara sarei molto più tranquilla. Potrei uscire la sera con lei e tornerei con lei, mentre ora ho paura a uscire di sera, andare a mangiare fuori perché poi dovrei prendere la metro e/o camminare da sola di sera tardi. Qui in realtà c’è molta più gente in giro di sera che non a Milano, dove se prendi la metro alle 11 di sera sei in un vagone con altre 2 persone, e dalla faccia neanche molto raccomandabile. Ma mi ci devo abituare, ora non ci riesco, magari tra qualche tempo sarà diverso.

Comunque oggi vado a vedere un “2 bedroom flat” con Sara alle 5 e poi alle 6 abbiamo appuntamento per vedere un paio di stanze in una casa da condividere con un’altra coppia. Chissà…

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Posted in MySelf, Travelling with tags , , on 23 January 2009 by Psyche

Ci siamo, domani è il grande giorno. Ancora non me ne capacito. È la prima volta che vado all’estero completamente sola – in verità è la prima volta che vado da qualche parte fuori Milano da sola. E come “completamente da sola” intendo senza genitori, parenti, fidanzato, amici o parrocchia. A sentimenti di forte eccitazione  si alternano momenti di grande sconforto che mi portano a dubitare della mia capacità di portare avanti la cosa. Il fatto è che non mi fido molto della mia forza di volontà e della mia costanza nel fare qualunque attività (dagli sport da piccola, fino al suonare il basso). Non so, forse era solo perché nessuna mi appassionava a tal punto da combattere le delusioni e andare avanti convinta che ce l’avrei fatta. L’unica eccezione è il teatro, che purtroppo quest’anno, proprio per il viaggio a Londra, non posso fare, ma che conto di ricominciare l’anno prossimo.

Sicuramente non sarà facile all’inizio, e so già che ci saranno momenti in cui crederò di non farcela, momenti in cui mi verrà da pensare che non sono fatta per queste cose, perché quella è una cosa che solo le persone coraggiose e forti possono fare. Ci sarà la solitudine, almeno i primi tempi, e la difficoltà di trovare un posto di lavoro, nonché la fatica dover portare avanti una casa (pagare l’affitto, le spese, il cibo), ma questo è quello che ho scelto.
Mi do 2 mesi per capire come mi trovo a Londra. Il 20 marzo tornerò in Italia per il matrimonio di Fra e Chiara, quindi ci sarà un break, anche se non lunghissimo, ma che potrà aiutare la mia mente a fare il punto della situazione e capire cosa voglio. Inoltre, l’idea di “dover” tornare dopo 2 mesi mi toglie un minimo di ansia.

Per il resto, ci sono delle news. La prima è che la ragazza che doveva venire su con me e alloggiare con me in hotel ha avuto delle complicazioni al lavoro (ovvero ha accettato di stare lì ancora un mese per dare una mano ai proprietari del negozio, nel caso che la riprendano quando torna da Londra e non riesce a trovare lavoro), quindi mi ha detto che salirà a Londra con me il 24, ma torna giù il 25. Tra l’altro, non siamo nemmeno nello stesso hotel – e questa è la seconda novità – perché io ho trovato un b&b (stranamente non caro!) vicino Notting Hill, mentre lei ha prenotato per una notte in un ostello, che però non so dove sia. Quindi farò solo il viaggio in compagnia.

La valigia è quasi pronta, e, come da previsioni, non ho potuto metterci tutto quello che volevo, per non parlare del fatto che all’inizio non mi si chiudeva nemmeno… -.-’
Per fortuna ieri sera c’era Fabio, che mi ha aiutato a fare pulizia nella valigia (non senza insultarmi per tutta la roba inutile che mi portavo dietro) ricordandomi che dopo 2 mesi sarei tornata in Italia e qualcosa l’avrei potuta portare su dopo. Inoltre, al massimo, quando avrò preso la stanza, mi si potrà mandare un pacco con delle cose che mi servono ma che non ho potuto portarmi.

Bene, sulle note di The End dei Doors saluto tutti, dando appuntamento a domani, quando inizierò con i miei post londinesi!

Non ce la faccio più…!

Posted in MySelf with tags , , , , on 16 October 2008 by Psyche

Non vedo l’ora che arrivi domani. O meglio, non vedo l’ora che domani scocchino le 18 e me ne andrò a casa per il weekend. La settimana è cominciata decisamente male: lunedì sono stata male non appena mi sono alzata, e non sono potuta nemmeno andare a vedere la laurea della mia cugy a Torino! :( E dire che mi ero presa un permesso dal lavoro apposta, nonostante la mia capa avesse storto il naso nel darmelo. E da lunedì, comunque, non sono più riuscita a riprendermi! Ho tutti i giorni un mal di testa tremendo, che va e viene e non va via nonostante le pastiglie che prenda. Le ho comprate in Francia quest’estate, magari in Italia non fanno più effetto, chissà! ;) E poi la nausea… ho brutti ricordi riguardo alla nausea, e ho paura si tratti di nuovo di stress… Sarà sicuramente colpa del lavoro, o meglio paura di quando arriverà il momento in cui dirò ai miei capi che do le dimissioni. Siccome so già che la prenderanno male, mi preoccupo già adesso! Inoltre martedì alla cena aziendale (per festeggiare un anno di vita dell’azienda) che abbiamo fatto, lui ha detto alla sua compagna, parlando della mia collega: “Se se ne deve andare, è meglio che lo faccia presto e non, ad esempio, dopo un anno di lavoro, dopo che tu hai investito in una persona!”. Ansia ansia ansia… io faccio un anno di lavoro a metà ottobre… d’oh!

E quindi temo che i miei malori siano dovuti a stress per questo pensiero e altri che mi girano per la testa da tempo. Voglio lasciare il lavoro, voglio andare a Londra a lavorare, e ho in testa questo master a Forlì che m’ispira un bel po’, e che spero rimarrà fino all’anno prossimo! E poi ovviamente c’è l’ansia di andare a vivere in un paese straniero, lasciare gli amici, la famiglia, Fabio… Per quanto riguarda l’ansia di dover andare a vivere a Forlì, cerco di non pensarci… d’altronde, dopo aver passato dei mesi a Londra ce la farò a vivere fuori da casa mia in Italia, no?? ;)

Ho deciso di dare la “buona novella” ai miei capi l’ultima settimana di ottobre, presumibilmente lunedì 27, perché il lunedì è un giorno tranquillo al lavoro di solito.

Fino a quel momento spero mi passino almeno un po’ i malori, non vorrei tornare a star male come qualche anno fa…