Archive for the Music Category

I Love the Cult !

Posted in London, Music with tags , , , on 18 October 2009 by Psyche

Non credevo mi sarebbe piaciuto così tanto, invece il concerto dei Cult a cui siamo andati io e Fabio il 10 ottobre è stato fantastico! Era alla Royal Albert Hall, tra Knightsbridge e South Kensington, che è uno di quei teatri che credo si usino anche per l’opera o per concerti di musica classica, ma che si usa anche per altri tipi di concerti, appunto. Noi eravamo in una posizione orribile, in alto in alto, da cui non si vedeva nemmeno il palco! Ma potevamo noi restare seduti? Ovviamente no, quindi dopo pochissimo ci siamo alzati e ci siamo spostati verso una posizione migliore. Certo, non bellissima, ma da cui potevamo vedere il palco e, se non tutti i componenti della band, almeno una parte, ovvero il cantante Ian Astbury e il chitarrista Billy Duffy. La tappa a Londra era una delle tante del loro tour mondiale che intendeva riproporre tutto Love, uno dei loro album più famosi, nonché un disco molto bello, infatti appena appresa la notizia delle loro tappe in Europa, ho deciso che  ”cascasse il mondo” sarei andata a vederli!

Il concerto è stato bellissimo, e la loro musica così coinvolgente! Non riuscivo a stare ferma, e quando sono arrivate le loro “hit”, come Rain, She Sells Sanctuary, Hollow Man o Fire Woman mi sono scatenata, piena di adrenalina in ogni parte del corpo. Ogni canzone mi riempiva di energia, e qualunque cosa negativa che poteva esserci stata, come il fatto che non eravamo in una buona posizione per vederli o che non conoscevo tutti i testi, passava in secondo piano. Ian Astbury, nonostante l’età, sembrava un ragazzino da come si muoveva sul palco, e non ha mai rallentato il ritmo, dalla prima all’ultima canzone! Non mi importa se la sua voce non era più quella di una volta, o se non riusciva a raggiungere tutte le tonalità giuste, perché la carica che dava a tutti i fan, usando anche un tamburello, era tale da non farti notare il singolo difetto, ma la bellezza dell’insieme. Mi pare che abbiano suonato un paio d’ore circa, e dico “mi pare” perché il tempo è letteralmente volato e non potrei dire con certezza la vera durata del concerto. La band ha fatto una piccola pausa dopo aver finito tutte le canzoni di Love, e un’altra quando – diciamo – il concerto doveva teoricamente essere finito. In realtà poi sono rientrati sul palco con una novità, anzi due: il bassista Jamie Steward e il batterista Mark Brzezicki, che altri non sono se non i componenti originali della line-up di Love. Con loro hanno rifatto un paio di canzoni che avevano già suonato prima, ma che non mi ha impedito di scatenarmi di nuovo!

Ovviamente, ho comprato anche una t-shirt, e non una qualunque, bensì quella con la copertina di Love! Purtroppo, essendo io bassa, magra e piccola, non ho potuto comprare la generica taglia S, con la copertina di Love davanti e le date del tour dietro, ma la taglia S da donna, che sì più piccola e mi sta bene, ma non ha le date del tour dietro. Peccato, ma è carina lo stesso. Here it is:

Love t-shirt

…e se volete un resoconto del concerto da un punto di vista più prettamente musicale, vi consiglio il post di dK! Enjoy!

Gods Of Metal 2009

Posted in Events, Music with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 June 2009 by Psyche

Motley CrueFinalmente ho visto i Mötley Crüe!!!! Li adoro, sono ancora in adorazione per il concerto di sabato sera! Certo, è stato un concerto sudato, un po’ perché davvero di pomeriggio c’era un caldo allucinante e un po’ perché i Crüe erano l’ultima band della giornata, ovvero la tredicesima! Mi sono sorbita 12 band di cui non conoscevo la musica (Queensrÿche e Tesla a parte) o di cui non me ne fregava niente (tipo gli Heaven And Hell), ma ne è valsa la pena! Comunque non tutte le band mi sono dispiaciute. C’erano due palchi, uno di fianco all’altro, e le band hanno suonato alternandosi sui palchi. Quello di sinistra si chiamava L-Stage (L starà mica per left?), mentre quello di destra Crüefest Stage (e perché non R-Stage?), io sono riuscita subito ad accaparrarmi la prima fila e non l’ho mollata fino alla fine! Ero più o meno a metà tra i due palchi, davanti alle casse (!), ma per fortuna più spostata verso il palco di destra, che era quello che mi interessava! Fabio all’inizio era di fianco a me, ma appena io sono andata a prendere da bere, uno dei due posti che avevamo ce l’hanno fregato (quello di Fabio, che stava alla mia sinistra, NON il mio!), perché Fabio non poteva tenere due posti. Hanno tentato in tutti i modi di spostarmi, di fregarmi un po’ di posto, ma io l’ho difeso con le unghie e con i denti, per i Crüe questo e altro!

Per primi hanno suonato i The Rocker, sul Crüefest Stage, un gruppo italiano che ha suonato per 15 minuti, e non erano male. Poi ci sono stati gli Extrema, ma a me non piace il loro genere, cantano in growl e sono troppo pesanti. Poi c’è stata Lauren Harris, che altri non è se non la figlia di Steve Harris, bassista degli Iron Maiden. Fortunatamente faceva un genere diverso dal padre, era più hard rock. Lei non canta benissimo, anche se è carina, in compenso il suo chitarrista è bravo, oltre che fighissimo e sexy. Poi ci sono stati i Voivod, ma anche loro non mi sono piaciuti, perché sono pesanti (inutile dire che loro e gli Extrema piacevano a Fabio). Successivamente è stato il turno dei Backyard Babies, che non erano male. Poi hanno suonato gli Epica, che né a me né a Fabio piacciono molto come genere, ma io devo dire di averla abbastanza scampata bella perché per quasi tutto il tempo che hanno suonato io sono andata in giro a prendere da bere, sono andata in bagno – erano le 13.45 e non avevamo ancora fatto colazione né bevuto niente – e poi sono andata a dare il cambio a Fabio, che è andato a prendere da mangiare. Poco dopo gli Epica hanno finito, e dopo un po’ sull’altro palco ha cominciato a suonare Marty Friedman, ex chitarrista dei Megadeth nonché virtuoso della sei corde, che suona con grande tecnica e talento. Peccato che non ci siano parole nelle sue canzoni, e sentirsi un’ora e quarto di assoli di chitarra è abbastanza una palla, e non lo dico solo perché io non suono la chitarra e “non posso capire”, ma perché anche Fabio dopo un po’ si era stufato. Matteo probabilmente avrebbe apprezzato. Intanto Fabio era tornato coi panini, ma dopo qualche tempo che avevo finito, e intanto che Friedman continuava con i suoi assoli che mi avevano già rotto, mi è venuta una sorta di insolazione, e sono dovuta andare via dalla folla, mettermi sotto le docce e sedermi un attimo. Stupido sole che batteva continuamente sulla mia testa… Quando mi sono un attimo ripresa, verso le 3.45, ed essere andata in bagno una seconda volta – e ci tengo a sottolinearlo perché non ci andrò più fino all’1 di notte pur di non perdere il mio posto in prima fila – sono tornata e stavano suonando gli Edguy, un gruppo tedesco che non mi è dispiaciuto affatto, inoltre il cantante era un vero e proprio leader, un frontman che si possa definire tale. Ha coinvolto moltissimo la folla, si muoveva sul palco in modo da attirare la tua attenzione e non farti annoiare e poi era spiritoso e amichevole. La musica, poi, non era male, infatti mi sa che cercherò qualcosa di loro in giro.

Dopo di loro si è esibita Lita Ford, una donna che definirei “con le palle”. Nonostante i 50 anni suonati, si muoveva sul palco con grande energia, inoltre la musica non era per niente male. Lita Ford è famosa per le sue collaborazioni con i più grandi della scena hard rock (tipo Ozzy Osbourne), oltre che per il suo talento, e devo dire che ne ha da vendere, infatti a un certo punto si è messa a suonare una chitarra doppia! Si muoveva sul palco come una ventenne, cantava bene (è mezzo soprano, tra l’altro) e col suo carisma notavo che piaceva anche ai giovanissimi. Tra l’altro Fabio ieri mi ha fatto notare che una delle sue canzoni più famose, che ha fatto anche al Gods, è stata scritta in collaborazione con Nikki Sixx, bassista nonché autore del 99% delle canzoni dei Mötley Crüe.

Dopo Lita Ford è stato il turno dei Queensrÿche, e anche della pioggia. Infatti dopo pochissimo che avevano iniziato a suonare, hanno cominciato a scendere delle goccioline. Speravo fossero passeggere, invece dopo poco abbiamo dovuto aprire l’ombrello, ma per fortuna la pioggia forte è durata davvero poco, 15 minuti massimo, anche perché quelli dietro non avrebbero visto molto. Ha continuato una pioggerellina leggera, ma sopportabile. La band ha fatto pezzi dall’album nuovo e da Empire. Sembra che lo facciano apposta: quando sono andata al loro concerto, qualche anno fa, conoscevo solo Empire, e loro hanno suonato quasi tutte le canzoni da Operation: Mindcrime. Ora, che conosco bene Operation: Mindcrime – e che mi piace anche più di Empire – non ne hanno fatta neanche una! Che sfiga!

Dopo i Queensrÿche è stato il turno dei Tesla, che – devo ammettere – mi hanno sorpreso. Non li conoscevo tantissimo, avevo sentito qualcosa grazie a Riky, ma non mi avevano mai attratto tantissimo. Ma forse non li ho mai ascoltati come si deve, perché la loro esibizione è stata splendida, le canzoni mi sono piaciute molto e le persone della band mi sono piaciute. Il cantante mi è sembrato leggermente fuori di testa, ma simpatico, perché faceva continuamente battute e rideva! Ad un certo punto il bassista non poteva suonare perché aveva problemi con l’amplificatore, così si sono ritrovati con un po’ di tempo morto, e lui urla al chitarrista solista: “Do a solo, baby!!”. Ahah, che ridere! L’altro chitarrista, invece, era così carino! A me e Fabio sembrava che avesse sì e no 24 anni, invece poi abbiamo scoperto che ne ha 31! Ovviamente non è il chitarrista con cui i Tesla hanno cominciato, data l’età, però era bravo; a me pareva un pochino gay, per i movimenti femminili, il modo con cui sorrideva, ecc… L’ho definito il “cute guitarist”, in contrapposizione al “sexy guitarist”, che era quello del gruppo di Lauren Harris.

Dopo la bella esibizione dei Tesla, è arrivato il momento di uno dei due headliner: gli Heaven And Hell, ovvero i Black Sabbath con Ronnie James Dio. Che pallaaaaa!!!! La più lunga ora e mezza della mia vita. Non li sopportavo più, le canzoni erano tutte uguali!

Quando – finalmente – la loro esibizione è terminata, è cominciata a salire l’adrenalina per i Mötley Crüe, molto più attesi degli Heaven And Hell, a mio avviso. La gente ha cominciato a spingere, nonché a schiacciarmi contro la transenna, a voler mettersi davanti. Io ero spinta da destra, da sinistra e da dietro, ma non ce l’hanno fatta a farmi spostare dalla prima fila. Sì, mi hanno un po’ spinto verso destra, ma a me andava solo bene, perché mi facevano vedere meglio il palco. Poi, finalmente hanno iniziato! Kickstart My Heart come inizio, ed è subito il casino tra la folla, a partire da me, che mi agitavo come una pazza, con l’adrenalina a mille. Ero così eccitata di vederli lì di fronte a me! Mi sembrava quasi di conoscerli, dato che avevo letto la loro biografia e stavo leggendo il libro di Nikki Sixx, e vederli lì di fronte ai miei occhi muoversi e cantare mi sembrava un sogno. La loro esibizione potrebbe definirsi un “best” di tutti i loro album. In ordine sparso hanno fatto: Live Wire da Too Fast For Love, Shout At The Devil e Primal Scream da Shout At The Devil, Girls Girls Girls e Wild Side da Girls Girls Girls, Kickstart My Heart, Same Ol’ Situation (S.O.S.), Don’t Go Away Mad (con Vince che suonava la chitarra), Dr. Feelgood da Dr. Feelgood, Saints Of Los Angeles, Motherfucker Of The Year da Saints Of Los Angeles, e Home Sweet Home (con Tommy che faceva la parte al pianoforte) da Theatre Of Pain. Mi pare siano solo queste le canzoni…
Vince Neil è davvero un gran frontman, si muoveva tantissimo sul palco, poi era sempre sorridente, parlava al pubblico, intratteneva la folla. C’è da dire, però, che l’intrattenitore migliore è stato Tommy Lee, che ha parlato tanto con il pubblico, facendoci fare “giochi” del tipo urlare i nomi dei componenti della band secondo il ritmo che dava lui, oppure semplicemente chiacchierando. La band, invece, è stata presentata, componente per componente, da Nikki Sixx, altrimenti detto il bassista più figo del mondo. Lui suonava proprio dalla parte dove stavo io, anche se si muoveva, e questa è stata una grandissima fortuna, dato che, per chi non l’avesse capito, è il mio preferito. Certo, la nota negativa è che non sono riuscita a prendere neanche un suo plettro, soprattutto per colpa di una giapponese di merda che è riuscita a infiltrasi di fianco a me durante l’esibizione di Marty Friedman, e che si è fatta dare dalla security un plettro che era caduto davanti a noi.
Mick Mars, data la sua malattia (che, per chi non lo sapesse, è la Ankylosing spondylitis, una forma cronica e più grave di artrite, che si ha fin da giovani), non si muoveva molto, ma si è sempre meritato tutta la mia ammirazione per la sua forza: sono più di 20 anni che suona con i Crüe, e tenere sulle spalle il peso di una chitarra quasi ogni giorno non è facile, se non sei seriamente motivato in quello che fai.
Comunque in generale il loro concerto mi è piaciuto molto, sono soddisfattissima di averli visti e la fatica per la trasferta Londra-Milano di tre giorni è stata ripagata appieno!

Dopo il concerto siamo andati a mangiare al Murphy di Cologno, nonché a dissetarci, soprattutto io che non ho bevuto quasi niente tutto il giorno pur di non dover andare in bagno. Ero stanca morta, camminavo a malapena, ma ero ancora iper contenta. Non vedo l’ora che i Crüe tornino ancora in Europa, magari l’anno prossimo, per poterli andare a rivedere!

Motley Crue

Addio Rock FM!

Posted in Music with tags , , , , , , , , , on 2 June 2008 by Psyche

31 maggio 2008. Ore 18:00. Rock FM è morta. E con lei se n’è andato anche un pezzo del mio cuore. Fino all’ultimo non volevo crederci, speravo non succedesse, perché non era possibile che una radio del genere potesse essere chiusa dopo tanti anni, dopo ben 18 anni di divulgazione del rock in Italia. E invece è successo, e ora su Rock FM si sente della musica in rotazione che non è quella messa dai dj, ma musica così, messa solo per “tappare il buco”. Da quel che ho capito (ma potrei sbagliarmi) quelle frequenze dovrebbero essere prese dalla brutta copia di Rock FM, ovvero Virgin Radio. Non metto in dubbio che Virgin Radio sia nata proprio per avere una radio rock nazionale, che fino a quel momento non esisteva, dato che Rock FM è sempre stata una radio regionale, ma Rock FM non trasmetteva solo rock’n’roll. Trasmetteva passione, cultura, e una vasta gamma di emozioni che Virgin non dà; e tutto questo era dato dalle grandissime persone che stavano dietro ai microfoni: l’Ariele, Roberto “Freak” Antoni, Marco Garavelli, Max De Riu,  Mox Cristadoro, Edo Rossi, Claudia, il Metius, Maurizio Faulisi e il puma di Lambrate Fabio Treves. Cito solo queste persone perché essendo io “piccola” e avendo iniziato ad ascoltare Rock FM relativamente tardi non ho conosciuto tutti i dj che hanno lavorato in questa radio, ma so che se hanno lavorato a Rock FM avranno saputo diffondere le stesse emozioni che hanno trasmesso i dj di ora. Virgin Radio, dunque, non sostituisce neanche lontanamente Rock FM, perché si ferma solo alla musica (che se vogliamo ben vedere non è neanche lo stesso grande rock che passava Rock FM) e non va al di là. Le centinaia di persone che si trovavano sabato in via Locatelli non erano lì solo perché avrebbero perso una radio che trasmetteva rock, ma delle persone che davano loro grandi emozioni, che tenevano loro compagnia in ogni momento della giornata, e ti tiravano su quando eri triste. Io mi sento come se avessi perso degli amici, degli amici che erano sempre presenti quando ne avevo bisogno e non si stancavano mai di me, né di tutti gli altri. Ma dove si troveranno mai dei dj che leggono sempre i tuoi sms (a parte ogni tanto l’Ariele, ma si sa che è un cialtrone, e gli voglio bene così) e ti rispondono in diretta, fanno commenti, ridono e scherzano con te quando ti vedono anche se non ti hanno mai visto, ti abbracciano e ti fanno sentire parte della loro vita. Ora siamo una famiglia, la Rock FaMily, ed è giusto che sia così, perché tra i dj e gli ascoltatori si è instaurato un legame talmente forte che era necessario fare qualcosa per consolidarlo; non credo che per le altre radio il legame sia così.

Sabato verso le 17.15 i dj hanno iniziato a parlare uno per uno per fare un ultimo saluto dai microfoni della loro radio, a partire da Max De Riu, che si è commosso e ha fatto commuovere anche me. Ha parlato in modo molto toccante, ma d’altronde lo immaginavo dopo averlo visto commuoversi nel primo pomeriggio davanti a noi, mentre parlava della radio. Anche all’Ariele si è spezzata la voce ad un certo punto del suo discorso, a metà tra le lacrime e il sorriso nel ripensare ai suoi ascoltatori. Che tenerezza mi ha fatto… Il Metius non ha voluto fare un discorso commovente, non era “nel suo stile” ha detto, e quindi ha mandato un po’ di sane maledizioni a quella persona che aveva deciso di chiudere la radio. Claudia ha iniziato il suo discorso con un bel “vaffanculo!!!”, poi si è commossa facendo commuovere anche me…

Alle 18.00 i dj non hanno voluto farci sentire il silenzio che ci sarebbe stato alla radio, quindi hanno continuato a cantare e suonare, sono scesi in mezzo a noi e sono saliti sui muretti intorno alle scale della metropolitana, e così abbiamo continuato a cantare tutti insieme fino alle 18.40, quando poi un po’ di dj sono risaliti per poi riscendere, un po’ si sono messi in mezzo alla gente a parlare e un po’ non si sa. Ma non dimenticherò mai il momento in cui l’Ariele si trovava circondato da persone, cercava di camminare, salutava tutti, parlava, abbracciava alcune persone, ecc… io mi sono avvicinata, l’ho ascoltato un attimo parlare e poi timidamente e sorridendo tristemente gli ho detto “ciao Ariele” e lui ha risposto “ciao Viola” e mi ha abbracciato! Si era ricordato di me anche in quel momento, e mi aveva abbracciato… come mi mancherà la sua voce stanca alla mattina, ma sempre pronta a tirare giù dal letto gli ascoltatori, pronta a ridere e a sparare cazzate già alle 7 di mattina!

Poi ho fatto varie foto con i dj, quasi tutti, tranne il Metius, ma per fortuna il 9 maggio lo avevo comunque conosciuto e mi aveva fatto la firma sulla maglietta della Rock FM All Stars Band. È stato bello anche quando c’era Faulisi davanti al portone, io gli ho chiesto di fare una foto, poi l’ho ringraziato per tutto quello che aveva fatto per noi in questi anni e lui mi ha abbracciato!

Mi mancheranno tantissimo tutti quanti, sia i dj che ho vissuto di più sia quelli che ho vissuto di meno, perché sono tutti delle persone splendide, e si sente che amano i loro radioascoltatori e che mancheranno loro moltissimo.

È un delitto aver chiuso Rock FM, è proprio un delitto perché sono state uccise nel profondo del cuore migliaia di persone, a partire dai dj fino ai tanti, tantissimi ascoltatori che amavano nel profondo questa radio. Non so con che cuore abbiano potuto fare una cosa del genere, ma poi mi dico che probabilmente un cuore queste persone non ce l’hanno, altrimenti sarebbero state toccate nel sentire quanto affetto è stato mostrato a Rock FM sabato in via Locatelli.

Spero proprio che i dj riescano a fare qualcosa, magari non  tutti insieme, ma che riescano a concludere qualcosa. Sarà difficile, perché Rock FM era una radio libera, una radio dove era il dj a decidere la musica, e non c’era il palinsesto già scritto da qualcun altro, una radio dove il dj a volte si portava i vinili da casa (i vinili!) e li metteva su perché voleva condividere con noi un’emozione che magari aveva provato lui ascoltando quel disco. Questo nonostante si potesse sentire il rumorino della puntina del giradischi sul disco, ma in realtà era proprio quel rumorino a rendere unica l’emozione…

Sì, sarà difficile, ma qualunque cosa faranno i dj di Rock FM, noi staremo loro vicini e li seguiremo; parlo a nome di tutti gli ascoltatori, ma so che nessuno se la prenderà perché la pensiamo tutti allo stesso modo. Quanti ragazzi ho sentito dire sabato “E ora della radio che me ne faccio?”, o “Ora rivendo la radio, tanto senza Rock FM non mi serve più”, e hanno ragione da vendere. Anche la mia radiosveglia non suonerà mai più, a meno che i dj di Rock FM non vadano a fare qualcos’altro alla radio, e allora io sarò con loro.

Grazie delle emozioni che mi avete regalato, ragazzi. Vi voglio bene.

 

 

 

Appello a Brian May

Posted in Music with tags , , , , on 19 May 2008 by Psyche

Per chi ancora non lo avesse visto, o per chi non sapeva nemmeno della sua esistenza, ecco il link al video registrato venerdì 9 maggio in piazza Liberty a Milano, e successivamente inviato a Brian May.

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=34413868

Sotto il video c’è anche la risposta di Brian May all’appello. Anche se non ha potuto aiutare Rock FM, Brian May è finito su un piedistallo, sia per i dj sia per tutti i radioascoltatori! Grande Brian!

Rock FM All Stars Band!!

Posted in Music with tags , , , , , , , , , on 10 May 2008 by Psyche

Ieri grandissimo concerto della Rock FM All Stars Band! Non un concerto qualunque, ma IL concerto, quello di addio, facente parte del “Farewell Tour” che ieri ha toccato proprio Milano (piazza Liberty).

È stata una serata splendida, piena di energia e di allegria. Sul palco c’erano Max De Riu (voce), l’Ariele (chitarra), Edo (altra chitarra), Mr Pinguino (basso) e Mox Cristadoro (batteria). Un paio di canzoni, tra cui Blitzkrieg Bop, sono state cantate dal Metius, mentre Davide Toffolo, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti, ha cantato Mio fratellino ha scoperto il rock’n'roll, tratta dal loro ultimo album. La serata è stata relativamente tranquilla fino a che l’Ariele non ha fatto stage diving sulla folla e le transenne non sono crollate e noi tutti ci siamo accalcati davanti al palco (tra cui la sottoscritta, che era in prima fila!). Sul palco c’era una carica pazzesca, data da tutti i musicisti ma soprattutto da Max, Ariel e Edo, che facevano un casino bestiale, andando continuamente su e giù per il palco, buttandosi per terra e saltando su tavoli o qualunque altro appoggio trovassero. Ariel è saltato addirittura sulla batteria! Della voce non si sentiva quasi niente, ma in compenso il basso era altissimo, ed era anche davanti a me, quindi si sentiva benissimo! Insieme a Mox, tra l’altro, Mr Pinguino è quello che ha suonato meglio! da notare Max De Riu che durante il sound check per la voce ha urlato, ma nella maniera con cui si prova il microfono: “In culo a Mondadori!”.

Da dopo che sono cadute le transenne, che pareva smorzassero l’entusiasmo della folla, dato che il casino è scoppiato dopo il loro abbattimento, la serata è stata un crescendo di adrenalina: la gente pogava, si schiacciava contro il palco, cantava a squarciagola e si divertiva sempre più. Uno dei momenti più magici della serata è stato quando Ariel ha fatto salire sul palco due bambini di 7 e 8 anni, che avevano tra l’altro una maglietta dei Led Zeppelin (la femmina) e quella dell’Hard Rock Café (il maschio), che hanno cantato Give Peace a Chance versione Pane Burro e Rock’n'Roll, ovvero Give Rock a Chance. La folla si è messa a cantarla con loro, e pareva che tutta Milano fosse stretta attorno a un unico obiettivo: essere solidale con la radio che ha diffuso per prima il rock’n'roll in Italia e far capire al mondo che il rock’n'roll è qualcosa che unisce, e fa sentire vicini grandi e piccoli. Io ho visto addirittura un bimbo in spalla al papà che avrà avuto sì e no 2 anni (con il cotone nelle orecchie, ovviamente), e signori che invece la sessantina l’avevano passata!

Dopo altro casino sopra e sotto il palco, e numerosi stage diving (con e senza chitarra) da parte dell’Ariele, seguito da Max De Riu, c’è stato un altro magico momento. Abbiamo registrato Bohemian Rhapsody tutti insieme, perché Ariel ha sentito che Brian May vuole comprare Planet Rock, una radio libera che alla fine di maggio chiuderà se non trova un nuovo proprietario (leggete qui). Così si è deciso di registrare questa canzone, inviarla a Brian May (ma con tutta probabilità finirà solo su YouTube) e cercare di far comprare a Brian May anche Rock FM. Non so quanto successo avrà, ma il risultato è stato splendido: tutta la gente in piazza che cantava per salvare Rock FM, che ci metteva l’anima per riuscire bene nella canzone nonostante tutto remi contro, con le braccia in alto e l’entusiasmo a mille. È stato un momento davvero emozionante…

Dopo il concerto (e le pedate prese da Max e Mox mentre erano sdraiati sulla folla), ho comprato la maglietta della Rock FM All Stars Band.

All’inizio pensavo di comprarla per indossarla, ma poi ci ho fatto fare la firma a Mox, Ariel e al Metius quindi ho deciso che non la indosserò mai, altrimenti al primo lavaggio vanno via tutte le firme! Nonostante il primo imbarazzo, poi io e Fabio abbiamo parlato con i vari dj, Ariel, Max, Mox, il Metius ed Edo (che contrariamente a tutti gli altri non sembrava affatto morto di stanchezza…), e in tutto abbiamo fatto 56 foto, di cui una di me con Edo e una con il mio dj preferito, ovvero l’Ariele/Mr Grankio (che, faccio notare, ha una memoria lunghissima, si ricordava di me e di tante altre persone!). Ecco qui la foto:

Poi quando Fabio mi darà le altre foto le metterò su MySpace così potrete vederle!

Per concludere, comunque, è stato un grande concerto e una splendida serata. I dj di Rock FM sono delle persone straordinarie, gentili e cordiali. È questo che mi piace: non se la tirano e non trattano gli ascoltatori come gente “inferiore”, anzi. Parli con loro e ti trattano come se ti conoscessero da anni, ridono, scherzano e ti fanno sentire parte del loro mondo. Il loro nuovo sito si chiama RockFaMily, e nonostante il termine “famiglia” generalmente non mi piace dato a gruppi che non sono una vera famiglia, perché mi fa pensare a un gruppo chiuso di persone, unite tra loro ma comunque un gruppo dove stanno solo loro e nel quale non si entra, in questo caso no. Siamo tutti una grande famiglia, composta da gente unita dall’amore per il rock’n'roll, che si saluta anche se non si conosce, e nella quale chiunque ami il rock può entrare ed è solo ben accetto!

Io faccio parte di questa famiglia, e ne vado fiera. It’s only rock’n'roll, but I like it!