Esattamente 5 giorni fa sono invecchiata di un anno. Tanta gente, ognuna a modo suo, mi ha detto che sono ancora giovane (“Ma sei ‘na creatura!” o “You’re still a baby”), ma che palle invecchiare…
Comunque, al di là di questo, e nonostante non fossi come al solito in Italia a festeggiare con famiglia e amici, ho deciso lo stesso di uscire con qualche amico, e proprio l’11 sera, che tanto era un venerdì, e il giorno dopo, grazie al cielo, non mi dovevo alzare all’alba. Ci siamo ritrovati al Caffè Nero: io, Sara, le mie colleghe Azalea, Magda e Agatha (Ada non poteva), Sonia (che è venuta a fare un salto veloce dato che la sera lavorava), e Levent. Al bar scopro che le mie colleghe mi avevano comprato una torta! Sono state carinissime! Inoltre mi avevano preso un palloncino, uno di quelli con l’elio, con attaccato un nastro alla cui estremità c’era un orsetto di plastica che impediva al palloncino di volare. Inutile dire che sopra c’era la scritta “Happy birthday”. Sembra una cazzata, ma mi è piaciuto moltissimo, perché in Italia nessuno si sognerebbe di portarmi un palloncino, che, anche se non siamo più bambini, porta tanta allegria e “fa festa”. Tale palloncino me lo sono portata in giro anche al pub e per tutto il viaggio di ritorno fino a casa, e non me ne vergognavo affatto, anzi! Dopo aver fatto milioni di foto e video di me con la torta e rispettivo taglio, e Magda che continuava a dire “Sbrighiamoci che ho fame!”, ce la siamo finalmente mangiata (e che buona!). Anche Levent mi ha fatto un regalo, anche questo allo stile, direi, “inglese”: incartato in una piantina geografica del Regno Unito e pinzato con delle graffette, dentro c’erano un paio di chewing gum “fizz” e uno specchietto da borsetta con la scritta “Hooray for Martinis!” e una donna stile anni 30! E Levent, infatti, sa che mi piace molto il Martini, dato che l’ho preso più volte quando siamo usciti. E sia le mie colleghe che Levent mi hanno scritto un biglietto di auguri, che è sempre una cosa bella e personale. Dopo qualche minuto siamo andati al pub, dove ci aspettava Mike, il ragazzo di Sara e ci siam,o messe al tavolo. Io ho deciso di offrire da bere a tutti visto che non avevo portato neanche un dolce, e così ho fatto. Il barista, avendo saputo che era il mio compleanno, mi ha anche offerto uno shot, che gentile! Anche Agatha voleva a tutti i costi offrirmi uno shot, così alla fine mi ha offerto questo: dovevo bere uno shot di Baileys, ma non ingoiarlo bensì tenerlo in bocca, poi bere un sorso di lime, mischiarlo al Baileys e mandare giù tutto insieme. Wow! Nonostante bruciasse un po’, mi è piaciuto! La serata è stata divertente e allegra e tutti parlavano con tutti. A un certo punto le mie colleghe sono andate via e siamo rimasti in 4, così ci siamo messi a giocare a “merda” con delle carte che Levent, casualmente, aveva con sé. All’inizio eravamo eccitate all’idea solo io e Sara, mentre gli uomini erano un po’ perplessi, ma poi, quando sono entrati nel giro, è piaciuto anche a loro! Facevamo un casino assurdo, e più di una volta abbiamo buttato giù bicchieri e rispettive bevade. Ma ne è valsa la pena.
Dimenticavo di dire che anche Sara mi ha fatto un regalo, anzi, dei regali: una maglietta viola, un bollitore per il latte molto carino e un disegno, che è in realtà il vero regalo. Si tratta di una vignetta con disegnate me e lei, e mi ha fatto morire dal ridere! Lo custodirò gelosamente…
Tornata a casa, dopo qualche minuto, trovo un altro regalo sul letto. Vado da Sara, chiedo spiegazioni, ma lei “non sa, boh, che ne sa”, quindi apro il biglietto. La persona mi dice che, dopo averlo visto, ha immediatamente pensato a me e ha deciso di regalarmelo. Lo apro e vedo un quadro, in classico stile pre-raffaelita, di una ragazza che apre una scatolina e sbircia all’interno. Immagino già chi possa essere quella ragazza. Lo giro e leggo il titolo: “Psyche Opening The Golden Box” di John William Waterhouse. Non poteva essere altrimenti…