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Giovedì 18 dicembre 2008. Era una fresca mattina d’inverno, e io, come ogni mattina da un anno a questa parte, mi stavo recando al lavoro (tra l’altro, in perfetto orario), mi mancavano meno di 2 km, quando a un certo punto… BOOM!! Una sciagurata di una mi tampona. E mi fa male, cazzo. Dallo spavento e dal male inizio anche a tremare un po’, ma essendo in mezzo alla strada, riesco a guidare ancora un attimo e spostarmi per fare la constatazione amichevole da un’altra parte, possibilmente dove non intralciamo il traffico. Non credevo che il dolore al collo sarebbe durato così tanto, non avevo neanche pensato di andare al Pronto Soccorso per farmi fare una lastra, ma alla fine la mamma di questa sciagurata ci accompagna al San Raffaele. Diagnosi: ”Distorsione e distrazione del collo”. Risultato della lastra: “Atteggiamento rettilineizzato del rachide cervicale, con tendenza a inversione della fisiologica lordosi. Mantenuto l’allineamento dei metameri vertebrali. Non evidenti crolli somatici, né segni di fratture”. Risultato: dovrò portare il collare cervicale per una settimana a tempo pieno (posso toglierlo solo per mangiare e dormire), e ho una prognosi di 14 giorni. Ho iniziato a mettere il collare venerdì, quindi devo tenerlo anche per la Vigilia e per il giorno di Natale. Forse mi salvo per il Capodanno, speriamo…
Il giorno stesso dell’incidente vado con mio fratello all’assicurazione e poi dal medico a farmi dare l’attestato di malattia per il lavoro e la ricetta dei medicinali da prendere. Il giorno dopo, invece, Fabio mi accompagna in ufficio per dare tutti i documenti dell’incidente, e lì ci rimango malissimo. La mia capa mi tratta in modo freddissimo, non mi chiede né come va né se mi fa male il collo (notare che sono andata là con il collare, e non l’ho fatto certo per fare scena!), si fotocopia i documenti che le servono, mi chiede come facevo a fare una cosa di lavoro e basta. Il commento di Fabio all’uscita è stato: “C’era un freddo siberiano lì dentro!”. Sì, insomma, le avevo creato un disagio facendomi male e non potendo andare al lavoro, quindi lei mi ha trattato male. Inoltre, avendo fatto l’incidente mentre andavo al lavoro, si tratta di “incidente sul lavoro”, e a lei tocca sbrigare un po’ di pratiche burocratiche (non mi deve pagare lei, mi paga l’INAIL, ma si vede che le scocciava lo stesso). Ma soprattutto il disagio, perché il medico mi ha messo in malattia fino al 31 (d’altronde, ho una prognosi di 14 giorni!), e a lei servivo invece, dato che lei parte dopo Natale. E io non avrei più lavorato lì dal 1 gennaio, quindi lei era tranquilla fino a fine anno, mentre così le ho scombussolato tutti i piani ed evidentemente le dava fastidio. Come se a me facesse piacere passarmi le feste con questo cavolo di collare, come se mi piacesse non riuscire a stare in nessuna posizione! E io che ho sempre cercato di andare incontro alle sue esigenze, io che mi sono fatta revocare dei permessi (quei pochi che mi sono presa in questo anno!) per i suoi comodi, io che non sono mai stata male, io che all’inizio ho fatto tanti di quei km per lei senza farmeli pagare! Ma che se ne vada al diavolo! К черту! <— questo lo capisce solo chi conosce la mia tesi di laurea o è venuto a sentirmi! ![]()
Tra l’altro, doveva farsi una fotocopia dei risultati del San Raffaele, invece scopro solo oggi che ha dato a me le fotocopie e si è tenuta gli originali! Mi ha messo tutto nella cartelletta e io non ho notato! Oggi l’ho chiamata per dirglielo, e mi ha trattato ancora freddamente, forse ancora di più! A gennaio andrò a prendermeli, tanto dovrò andar là a prendere anche le mie cose che ho lasciato. Già, dopo venerdì, avevo deciso di non andare più al lavoro, neanche il 29, il 30 e 31 (anche se, in teoria, non dovrei più avere il collare) nonostante lei me lo avesse chiesto, oggi ne sono ancora più convinta.
Volevo che il mio rapporto di lavoro terminasse bene, senza rancori ecc… ma evidentemente non si può. Almeno ho imparato che, perlomeno nel lavoro, non bisogna pensare troppo alle esigenze degli altri tralasciando se stessi, e che a essere troppo buoni si rimane delusi. Ogni tanto bisogna fregarsene. Punto. Che mi serva da lezione.
E non sto parlando di me e Fabio. Purtroppo per il mio matrimonio dovrò aspettare ancora qualche anno, finché io e Fabio (ammesso che sarà lui) non avremo messo via un po’ di soldini per andare a vivere insieme.
Nel frattempo si è sposato mio fratello. Domenica Emanuela e Claudio sono diventati ufficialmente marito e moglie, e ora se la staranno spassando da qualche parte in Messico! Beati loro! Però non sono gelosa, alla fine se lo meritavano, anche per la sfiga che hanno avuto a pochi giorni dal matrimonio. Emanuela rischiava di sposarsi con il collarino, e tutto per colpa di un ragazzino che non sapeva guidare il motorino. Va beh, meno male che è andato tutto bene. Ecco una foto degli sposi:
Ed eccoli in una foto più romantica:
Era la prima volta che vedevo la cerimonia di un matrimonio, perché ogni volta che c’era un matrimonio, essendo di sabato, io andavo solo al ristorante perché la mattina ero a scuola. L’unico matrimonio in cui invece ho visto la funzione, i due sposi avevano deciso di sposarsi solo in comune, quindi… Invece qui ero addirittura la testimone! Dopo la funzione siamo andati in sacrestia e abbiamo messo 3 firme a testa. Peccato che il prete avesse la penna stilografica e io non ci so scrivere, quindi ho firmato di merda! Uff..
Il ristorante era super elegante, quindi io col mio vestito lungo non mi sono sentita così a disagio, per fortuna. In tanti mi hanno fatto i complimenti, e io non potevo che esserne contenta! Sono stata bene anche perché ero in un bel tavolo. A proposito, ai tavoli Claudio ed Emanuela hanno dato i nomi delle capitali europee, e indovinate io dov’ero? V Moskve, konechno! (a Mosca, ovviamente!). Ammetto di avere pilotato io la scelta dei due sposi affinché mi mettessero in questo tavolo…
Al mio tavolo c’erano, a parte Fabio, Riky&Romina, Paolo&Paola, Francesco&Chiara, Marco e Giorgio. E poi eravamo vicini agli sposi! Ogni tanto abbiamo urlato qualcosa in onore degli sposi, ed era divertente!
Una cosa che mi è piaciuta tanto è stato vedere, tornati a casa, le fedi alle dita di Emanuela e Claudio. Ho provato una bella sensazione, quasi come se ce l’avessi io la fede! Dev’essere bello indossare un anello che porta in sé l’idea di essere legato ad un’altra persona per sempre. È come se l’altra persona fosse sempre insieme a te, in ogni momento della giornata. Che dolcezza… Tra l’altro ho scoperto che indossare la fede di un’altra persona all’anulare sinistro porta sfortuna, e significa che non ti sposerai mai…io credo di avere già provato la fede di un altro nell’anulare sinistro ormai. Chissà quindi se mi sposerò. Tanto ormai sono compromessa: dicono che anche quando ti scopano i piedi non ti sposerai, e anche quello mi è già successo. Vi farò sapere tra qualche anno se si tratta solo di superstizioni…

Finalmente ho visto i Mötley Crüe!!!! Li adoro, sono ancora in adorazione per il concerto di sabato sera! Certo, è stato un concerto sudato, un po’ perché davvero di pomeriggio c’era un caldo allucinante e un po’ perché i Crüe erano l’ultima band della giornata, ovvero la tredicesima! Mi sono sorbita 12 band di cui non conoscevo la musica (Queensrÿche e Tesla a parte) o di cui non me ne fregava niente (tipo gli Heaven And Hell), ma ne è valsa la pena! Comunque non tutte le band mi sono dispiaciute. C’erano due palchi, uno di fianco all’altro, e le band hanno suonato alternandosi sui palchi. Quello di sinistra si chiamava L-Stage (L starà mica per left?), mentre quello di destra Crüefest Stage (e perché non R-Stage?), io sono riuscita subito ad accaparrarmi la prima fila e non l’ho mollata fino alla fine! Ero più o meno a metà tra i due palchi, davanti alle casse (!), ma per fortuna più spostata verso il palco di destra, che era quello che mi interessava! Fabio all’inizio era di fianco a me, ma appena io sono andata a prendere da bere, uno dei due posti che avevamo ce l’hanno fregato (quello di Fabio, che stava alla mia sinistra, NON il mio!), perché Fabio non poteva tenere due posti. Hanno tentato in tutti i modi di spostarmi, di fregarmi un po’ di posto, ma io l’ho difeso con le unghie e con i denti, per i Crüe questo e altro!


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