Ormai l’ho capito l’andazzo di questo 2010… dato che è iniziato male, vuole anche finire male. Eh beh, mi pare giusto, mica le cose possono migliorare, non sia mai!
Io ho un solo obiettivo davvero importante, che vorrei provare, non dico a raggiungere, ma almeno a iniziare a intravedere prima della fine dell’anno: costruirmi un futuro eliminando tutto ciò che non vuole far parte della mia vita, nonché tutto ciò che mi fa soffrire. Ci sto provando, mi sto adoperando per conseguire questo obiettivo, ma mi rendo sempre più conto di quanto tempo ci voglia. Non è facile, e come al solito cuore e cervello seguono due direzioni opposte, ma sono certa che prima o poi il primo la penserà come il secondo, data la violenza psicologica che sto esercitando su di lui.

Si sa che un lavoro in un periodo del genere è qualcosa di più unico che raro e io non dovrei avere paura ad accettarne uno. Dovrei accettare e basta, senza star lì a pensarci su due volte. Invece no.
Questo non è un semplice part-time, a cui potrei affiancare delle traduzioni. È un part-time con potenziali straordinari da fare senza lamentarsi, su turni, dalla mattina alle 5 fino alle 23 (se non oltre). Passiamo oltre il non riuscire a conciliare il mio corso di teatro (a cui, forse, potrei trovare una soluzione, se lo spaccio come un altro lavoro), e passiamo oltre i tre concerti a cui volevo andare e che potrebbero saltare (sigh… :( ). Qui si tratta di non riuscire a fare nulla con questo lavoro che, diciamoci la verità, non paga nemmeno un granché come part-time a 25 ore settimanali. Con gli straordinari sì, la paga cresce, ma senza quelli è uno stipendio “normale” (se si può usare questo termine).
Ora… io lo so che un pochino mi sto aggrappando a delle scuse. Perché ho paura di scegliere. Paura di prendere la decisione sbagliata, paura di star male e paura di non farcela. Vorrei che qualcuno decidesse per me, ma è la mia vita e devo farlo io. Purtroppo, o per fortuna.

Mi dico che alla fine si tratta di un contratto di soli quattro mesi, che potrei anche farlo. Che è un modo per mettere via qualche soldo, nonché per conoscere comunque gente nuova (che ci sta sempre bene). E so bene che il lavoro va messo al primo posto rispetto al resto, perlomeno in un momento critico come questo: prima dei concerti, prima del corso di teatro, prima della vita sociale (quella si crea comunque, credo).

La mia idea provvisoria è quella di accettare il lavoro, ma andarmene non appena ne trovo un altro che mi piace di più.
Seguiranno aggiornamenti.

Advertisement