Rieccomi, dopo quasi un anno, a scrivere di nuovo sul mio blog. Credevo che non ne avrei avuto più bisogno. Al momento mi sembrava di stare bene con me stessa e di non avere più bisogno di questo canale di comunicazione nella mia vita. Quante cose buffe ci riserva la vita, eh… Un momento prima credi di avere un assoluto bisogno di qualcosa (o di qualcuno) e quello dopo non ti serve più e lo butti via. Ma non è bene buttare via qualcosa se hai anche il minimo dubbio, perché potresti pentirtene, dopo poco o anche dopo tanto tempo. E allora sono cazzi tuoi.

Ma ora ho bisogno di scrivere. Non perché voglio necessariamente dei commenti da parte della gente, ma soprattutto per me. Ho notato che appena sono lasciata da sola è la fine, ma se mi metto a buttare giù i miei pensieri su un pezzo di carta sto già un pochino meglio. Perché li incanalo in una direzione, perché do loro un ordine, perché trovo una minima logica. Inoltre mi sono resa conto che non posso stressare troppo le persone che mi stanno intorno con i miei problemi o le mie seghe mentali, quindi ho preso una decisione: lo faccio sul blog (che alla fine non ho chiuso e ho fatto bene). Chi vuole mi legge, quando ha tempo e quando ha voglia, e magari commenta, in modo da – perché no? – aprire un dibattito. Chi non vuole, pazienza. Come siamo rimasti a passaggio a livello.

Con questo non voglio dire che scriverò sempre tutti i giorni, né so per quanto ancora avrò bisogno di questo blog. Magari una settimana, magari un mese, magari di più. Io credo che quanto più uno sta bene nella sua vita reale, tanto meno ha bisogno della vita virtuale. E con questo parlo del blog, ma anche di Facebook e altri social network, nonché di chat et similia.

Così è (se vi pare).

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