Gods Of Metal 2009

Motley CrueFinalmente ho visto i Mötley Crüe!!!! Li adoro, sono ancora in adorazione per il concerto di sabato sera! Certo, è stato un concerto sudato, un po’ perché davvero di pomeriggio c’era un caldo allucinante e un po’ perché i Crüe erano l’ultima band della giornata, ovvero la tredicesima! Mi sono sorbita 12 band di cui non conoscevo la musica (Queensrÿche e Tesla a parte) o di cui non me ne fregava niente (tipo gli Heaven And Hell), ma ne è valsa la pena! Comunque non tutte le band mi sono dispiaciute. C’erano due palchi, uno di fianco all’altro, e le band hanno suonato alternandosi sui palchi. Quello di sinistra si chiamava L-Stage (L starà mica per left?), mentre quello di destra Crüefest Stage (e perché non R-Stage?), io sono riuscita subito ad accaparrarmi la prima fila e non l’ho mollata fino alla fine! Ero più o meno a metà tra i due palchi, davanti alle casse (!), ma per fortuna più spostata verso il palco di destra, che era quello che mi interessava! Fabio all’inizio era di fianco a me, ma appena io sono andata a prendere da bere, uno dei due posti che avevamo ce l’hanno fregato (quello di Fabio, che stava alla mia sinistra, NON il mio!), perché Fabio non poteva tenere due posti. Hanno tentato in tutti i modi di spostarmi, di fregarmi un po’ di posto, ma io l’ho difeso con le unghie e con i denti, per i Crüe questo e altro!

Per primi hanno suonato i The Rocker, sul Crüefest Stage, un gruppo italiano che ha suonato per 15 minuti, e non erano male. Poi ci sono stati gli Extrema, ma a me non piace il loro genere, cantano in growl e sono troppo pesanti. Poi c’è stata Lauren Harris, che altri non è se non la figlia di Steve Harris, bassista degli Iron Maiden. Fortunatamente faceva un genere diverso dal padre, era più hard rock. Lei non canta benissimo, anche se è carina, in compenso il suo chitarrista è bravo, oltre che fighissimo e sexy. Poi ci sono stati i Voivod, ma anche loro non mi sono piaciuti, perché sono pesanti (inutile dire che loro e gli Extrema piacevano a Fabio). Successivamente è stato il turno dei Backyard Babies, che non erano male. Poi hanno suonato gli Epica, che né a me né a Fabio piacciono molto come genere, ma io devo dire di averla abbastanza scampata bella perché per quasi tutto il tempo che hanno suonato io sono andata in giro a prendere da bere, sono andata in bagno – erano le 13.45 e non avevamo ancora fatto colazione né bevuto niente – e poi sono andata a dare il cambio a Fabio, che è andato a prendere da mangiare. Poco dopo gli Epica hanno finito, e dopo un po’ sull’altro palco ha cominciato a suonare Marty Friedman, ex chitarrista dei Megadeth nonché virtuoso della sei corde, che suona con grande tecnica e talento. Peccato che non ci siano parole nelle sue canzoni, e sentirsi un’ora e quarto di assoli di chitarra è abbastanza una palla, e non lo dico solo perché io non suono la chitarra e “non posso capire”, ma perché anche Fabio dopo un po’ si era stufato. Matteo probabilmente avrebbe apprezzato. Intanto Fabio era tornato coi panini, ma dopo qualche tempo che avevo finito, e intanto che Friedman continuava con i suoi assoli che mi avevano già rotto, mi è venuta una sorta di insolazione, e sono dovuta andare via dalla folla, mettermi sotto le docce e sedermi un attimo. Stupido sole che batteva continuamente sulla mia testa… Quando mi sono un attimo ripresa, verso le 3.45, ed essere andata in bagno una seconda volta – e ci tengo a sottolinearlo perché non ci andrò più fino all’1 di notte pur di non perdere il mio posto in prima fila – sono tornata e stavano suonando gli Edguy, un gruppo tedesco che non mi è dispiaciuto affatto, inoltre il cantante era un vero e proprio leader, un frontman che si possa definire tale. Ha coinvolto moltissimo la folla, si muoveva sul palco in modo da attirare la tua attenzione e non farti annoiare e poi era spiritoso e amichevole. La musica, poi, non era male, infatti mi sa che cercherò qualcosa di loro in giro.

Dopo di loro si è esibita Lita Ford, una donna che definirei “con le palle”. Nonostante i 50 anni suonati, si muoveva sul palco con grande energia, inoltre la musica non era per niente male. Lita Ford è famosa per le sue collaborazioni con i più grandi della scena hard rock (tipo Ozzy Osbourne), oltre che per il suo talento, e devo dire che ne ha da vendere, infatti a un certo punto si è messa a suonare una chitarra doppia! Si muoveva sul palco come una ventenne, cantava bene (è mezzo soprano, tra l’altro) e col suo carisma notavo che piaceva anche ai giovanissimi. Tra l’altro Fabio ieri mi ha fatto notare che una delle sue canzoni più famose, che ha fatto anche al Gods, è stata scritta in collaborazione con Nikki Sixx, bassista nonché autore del 99% delle canzoni dei Mötley Crüe.

Dopo Lita Ford è stato il turno dei Queensrÿche, e anche della pioggia. Infatti dopo pochissimo che avevano iniziato a suonare, hanno cominciato a scendere delle goccioline. Speravo fossero passeggere, invece dopo poco abbiamo dovuto aprire l’ombrello, ma per fortuna la pioggia forte è durata davvero poco, 15 minuti massimo, anche perché quelli dietro non avrebbero visto molto. Ha continuato una pioggerellina leggera, ma sopportabile. La band ha fatto pezzi dall’album nuovo e da Empire. Sembra che lo facciano apposta: quando sono andata al loro concerto, qualche anno fa, conoscevo solo Empire, e loro hanno suonato quasi tutte le canzoni da Operation: Mindcrime. Ora, che conosco bene Operation: Mindcrime – e che mi piace anche più di Empire – non ne hanno fatta neanche una! Che sfiga!

Dopo i Queensrÿche è stato il turno dei Tesla, che – devo ammettere – mi hanno sorpreso. Non li conoscevo tantissimo, avevo sentito qualcosa grazie a Riky, ma non mi avevano mai attratto tantissimo. Ma forse non li ho mai ascoltati come si deve, perché la loro esibizione è stata splendida, le canzoni mi sono piaciute molto e le persone della band mi sono piaciute. Il cantante mi è sembrato leggermente fuori di testa, ma simpatico, perché faceva continuamente battute e rideva! Ad un certo punto il bassista non poteva suonare perché aveva problemi con l’amplificatore, così si sono ritrovati con un po’ di tempo morto, e lui urla al chitarrista solista: “Do a solo, baby!!”. Ahah, che ridere! L’altro chitarrista, invece, era così carino! A me e Fabio sembrava che avesse sì e no 24 anni, invece poi abbiamo scoperto che ne ha 31! Ovviamente non è il chitarrista con cui i Tesla hanno cominciato, data l’età, però era bravo; a me pareva un pochino gay, per i movimenti femminili, il modo con cui sorrideva, ecc… L’ho definito il “cute guitarist”, in contrapposizione al “sexy guitarist”, che era quello del gruppo di Lauren Harris.

Dopo la bella esibizione dei Tesla, è arrivato il momento di uno dei due headliner: gli Heaven And Hell, ovvero i Black Sabbath con Ronnie James Dio. Che pallaaaaa!!!! La più lunga ora e mezza della mia vita. Non li sopportavo più, le canzoni erano tutte uguali!

Quando – finalmente – la loro esibizione è terminata, è cominciata a salire l’adrenalina per i Mötley Crüe, molto più attesi degli Heaven And Hell, a mio avviso. La gente ha cominciato a spingere, nonché a schiacciarmi contro la transenna, a voler mettersi davanti. Io ero spinta da destra, da sinistra e da dietro, ma non ce l’hanno fatta a farmi spostare dalla prima fila. Sì, mi hanno un po’ spinto verso destra, ma a me andava solo bene, perché mi facevano vedere meglio il palco. Poi, finalmente hanno iniziato! Kickstart My Heart come inizio, ed è subito il casino tra la folla, a partire da me, che mi agitavo come una pazza, con l’adrenalina a mille. Ero così eccitata di vederli lì di fronte a me! Mi sembrava quasi di conoscerli, dato che avevo letto la loro biografia e stavo leggendo il libro di Nikki Sixx, e vederli lì di fronte ai miei occhi muoversi e cantare mi sembrava un sogno. La loro esibizione potrebbe definirsi un “best” di tutti i loro album. In ordine sparso hanno fatto: Live Wire da Too Fast For Love, Shout At The Devil e Primal Scream da Shout At The Devil, Girls Girls Girls e Wild Side da Girls Girls Girls, Kickstart My Heart, Same Ol’ Situation (S.O.S.), Don’t Go Away Mad (con Vince che suonava la chitarra), Dr. Feelgood da Dr. Feelgood, Saints Of Los Angeles, Motherfucker Of The Year da Saints Of Los Angeles, e Home Sweet Home (con Tommy che faceva la parte al pianoforte) da Theatre Of Pain. Mi pare siano solo queste le canzoni…
Vince Neil è davvero un gran frontman, si muoveva tantissimo sul palco, poi era sempre sorridente, parlava al pubblico, intratteneva la folla. C’è da dire, però, che l’intrattenitore migliore è stato Tommy Lee, che ha parlato tanto con il pubblico, facendoci fare “giochi” del tipo urlare i nomi dei componenti della band secondo il ritmo che dava lui, oppure semplicemente chiacchierando. La band, invece, è stata presentata, componente per componente, da Nikki Sixx, altrimenti detto il bassista più figo del mondo. Lui suonava proprio dalla parte dove stavo io, anche se si muoveva, e questa è stata una grandissima fortuna, dato che, per chi non l’avesse capito, è il mio preferito. Certo, la nota negativa è che non sono riuscita a prendere neanche un suo plettro, soprattutto per colpa di una giapponese di merda che è riuscita a infiltrasi di fianco a me durante l’esibizione di Marty Friedman, e che si è fatta dare dalla security un plettro che era caduto davanti a noi.
Mick Mars, data la sua malattia (che, per chi non lo sapesse, è la Ankylosing spondylitis, una forma cronica e più grave di artrite, che si ha fin da giovani), non si muoveva molto, ma si è sempre meritato tutta la mia ammirazione per la sua forza: sono più di 20 anni che suona con i Crüe, e tenere sulle spalle il peso di una chitarra quasi ogni giorno non è facile, se non sei seriamente motivato in quello che fai.
Comunque in generale il loro concerto mi è piaciuto molto, sono soddisfattissima di averli visti e la fatica per la trasferta Londra-Milano di tre giorni è stata ripagata appieno!

Dopo il concerto siamo andati a mangiare al Murphy di Cologno, nonché a dissetarci, soprattutto io che non ho bevuto quasi niente tutto il giorno pur di non dover andare in bagno. Ero stanca morta, camminavo a malapena, ma ero ancora iper contenta. Non vedo l’ora che i Crüe tornino ancora in Europa, magari l’anno prossimo, per poterli andare a rivedere!

Motley Crue

6 Responses to “Gods Of Metal 2009”

  1. Giusta la precisazione sui nomi dei palchi, infatti si chiamavano “L-stage” e “R-stage”, solo che sabato, per onorare la tua band preferita, quello destro l’hanno chiamato “Crüefest Stage”.
    Voivod rules! ;-)
    (a te non piacevano solo perché erano brutti!!!!)

    PS: su Rock TV hanno appena passato il video di “Primal Scream”, neanche a farlo apposta…

  2. Sì, poi ho visto sul sito del Gods che il giorno dopo si chiamavano semplicemente R-Stage e L-Stage. Come mai l’hanno fatto solo per i Mötley Crüe?
    Mötley Crüe rules!! ;)
    In effetti i Voivod erano veramente brutti! Ahahah!!

  3. :)

    L’ho sempre detto che la musica migliore è quelle degli anni ‘80.
    Sono stati anni grandiosi… anche per le persone che si sono nate ;)

    Ciao

  4. Ho appena scoperto da Gigi e dalla Mari (quelli della ex Bodeguita) che i The Rocker sono una diversa incarnazione dei Riff Raff, cover band degli AC/DC! Hai capito i ragazzi?

  5. Grazie per il plettro!!!!!!!!! :D

  6. Psyche Says:

    Prego!! Ero sicura ti sarebbe piaciuto! :D
    Adoro gli 80s, e sono contenta di esserci nata, ma avrei preferito nascere prima x poter vedere tutte le band di quegli anni!

Leave a Reply