Archive for April, 2009

Acting: lesson 1

Posted in London, Theatre with tags , , , , on 25 April 2009 by Psyche

Ieri sera ho fatto la prima lezione di teatro. Siamo in 18 (!), e mi pare anche abbastanza equamente divisi tra uomini e donne. Per presentarci l’uno all’altro l’insegnante non ci ha fatto mettere a cerchio e dire ad uno a uno chi eravamo, quanti anni avevamo, ecc… bensì, ci ha fatto fare due cerchi, uno dentro l’altro, e il cerchio interno stava rivolto col viso verso quello esterno, e ogni persona aveva davanti a sé un’altra persona. Avete presente gli speed dating? Ecco, un minuto circa a coppia e bisognava dire a ogni persona una propria caratteristica (ma non la stessa a ogni persona!). (Non siamo riusciti a vederci tutti uno di fronte all’altro, purtroppo, forse andremo avanti settimana prossima). Successivamente, ci siamo messi in un unico cerchio e l’insegnante, partendo dalla persona seduta di fianco a lei, ci diceva: “Chi è questa persona? Parlatemi di lei”. E chi si ricordava diceva la caratteristica che quella persona gli aveva detto. Mi è piaciuto, perché in questo modo ti toglieva dall’imbarazzo di parlare davanti a tutti e dire le solite cose: “Sono Tizio, ho tot anni, vengo dal tal paese, ecc ecc…”, e poi è un buono modo per esercitare la memoria e soprattutto socializzare! Poi l’insegnante ci ha divisi in gruppi di 3 o 4 e ci ha detto di rifare, a modo nostro e con la fine che volevamo, Little Red Riding Hood, ovvero Cappuccetto Rosso. È stato davvero divertente vedere quello che avevano preparato gli altri gruppi, ma soprattutto è stato bello vedere come interpretavano i vari personaggi! Io ero in un gruppo con altri due uomini: io facevo Cappuccetto Rosso, uno la nonna e uno il lupo. Le storie si assomigliavano, ovviamente, per trama, ma poi era interessante notare la piega che veniva data alla storia. C’è stato un gruppo che mi è piaciuto particolarmente: erano al punto in cui il lupo, travestito da nonna, mangia Cappuccetto Rosso, e il cacciatore interviene dicendo: “What’s happening here??”, e il lupo, intento a divorare: “No no, nothing, don’t worry! We’re just talking”. Al che il cacciatore non ci crede e gli si butta addosso, mentre il lupo, prima di essere ucciso, dice: “It’s my nature!”. Mi sono piaciuti davvero tanto, anche se descriverlo così non rende davvero! :)

Non vedo l’ora che sia venerdì prossimo! Anche se sono l’unica nel gruppo ad essere qui da poco tempo, e faccia spesso fatica a capire quello che dicono gli altri e le battute e i giochi di parole che fanno, mi sono divertita e sono impaziente di sapere che cosa faremo settimana prossima!

Caffè Nero

Posted in London with tags , , , , , , on 19 April 2009 by Psyche

Ieri ho finito il mio training per diventare barista nella catena di bar che si chiama Caffè Nero (http://www.caffenero.com/). Qualcuno la conoscerà già (Federico sicuramente), per gli altri diciamo che è una catena di bar che ha deciso di esportare la cultura mediterranea anche nei paesi più a Nord. Il caffè viene miscelato nello stesso modo in cui si fa in Italia, proprio come lo fanno i miei al bar (80% arabica e 20% robusta), e devo dire che il caffè non è niente male. I nomi delle bevande sono spesso uguali ai termini italiani (espresso, espresso macchiato, ristretto, cappuccino, caffelatte, americano) e solo alcuni sono tradotti in inglese, come hot chocolate. Ho dato l’application form martedì, e subito mi hanno fatto fare un colloquio in inglese e mi hanno detto che potevo fare il training dal giorno successivo, perché c’era disponibilità di un posto in un Caffè Nero ad Hampstead. Io lavoravo ancora in quel posto di cinesi a Camden Town, quindi non sapevo cosa fare, ma la tizia mi aveva detto che se non facevo il training il giorno dopo, sarei slittata alla settimana successiva, e non mi avrebbe più assicurato che ci sarebbe stato ancora il posto ad Hampstead, ma presumibilmente sarei finita più lontano ancora. Così, ho mollato l’altro lavoro, anche se mi hanno detto che mi avrebbero pagato solo metà settimana (io ho lavorato 7 giorni e loro me ne vogliono pagare 3 e mezzo!), perché non volevo rischiare di finire le mie due settimane e essere pagata, ma perdere il nuovo lavoro. Mercoledì è stato tutta teoria (eravamo una classe di 13 ragazzi), giovedì tutta pratica e venerdì e sabato pratica nel bar dove dovrò lavorare. So già che sarà un casino, perché bisogna essere velocissimi (se non siete mai stati da Caffè Nero ma siete stati da Starbucks, sapete quanto devo essere veloce), sapere tutte le bevande calde e fredde a memoria (e sono tantissime, ve l’assicuro, molte più di quelle di un bar come potrebbe essere quello dei miei in Italia), sapere usare la cassa (ognuno serve i propri clienti dall’inizio alla fine, non è una “catena di montaggio”) e tante altre cose. Questa prima settimana sarò un disastro, oltretutto lavoreremo solo in due alla volta, e l’altra persona non potrà starmi sempre dietro, quindi mi immagino già clienti che si indispettiscono e la mia manager arrabbiarsi con me perché sbaglio e/o sono lenta. In quanto ancora alle prime armi, però, indosserò una maglietta bordeaux con scritto “Caffè Nero” sopra e “Barista in training” sotto, e sulla schiena “trainee barista”, così tutti sanno cosa aspettarsi da me. Quando e se diventerò davvero brava e saprò tutte le bevande a memoria, mi daranno una maglietta nera, che è quella che indossano tutti i baristi “normali” di Caffè Nero, che dietro ha scritto “The best espresso – this side of Milan”.

Il bar ad Hampstead non è grandissimo, quindi non sarà così incasinato come potrebbe essere, ad esempio, in Oxford Street o in qualunque altra zona del centro, ma comunque si forma subito la coda e –  si sa – la gente non ha pazienza e vuole essere servita subito e le bevande devono essere perfette. Spero mi si perdonerà, almeno all’inizio…

Comunque con questo lavoro mi sento sicuramente più tranquilla: le colleghe sembrano simpatiche, l’azienza è seria, mi hanno già fatto firmare un contratto, ho diritto a prendermi permessi e ferie (anche se non so bene quando e quanto) e poi Caffè Nero è una marca rinomata.

Seguiranno aggiornamenti sui miei – si spera –  miglioramenti!

Missin’

Posted in London, MySelf with tags , , , on 14 April 2009 by Psyche

Sono solo due ore che ho salutato Fabio all’aeroporto di Gatwick e già mi manca. Tra i 10 giorni passati in Italia, e questi 4 in cui Fabio è venuto a trovarmi, la voglia di rimanere a Londra diventa sempre un pochino meno forte. Resterò qui fino a fine agosto, almeno per farci le vacanze insieme a Fabio, questo è poco ma sicuro, ma più passa il tempo più mi rendo conto di una cosa. All’inizio credevo che non ce l’avrei fatta a vivere qui a lungo perché non l’avevo mai fatto, dovevo badare a me stessa senza la mia famiglia, e dovevo rapportarmi a gente anglofona, con un’altra cultura e un altro linguaggio, tutto da sola. Ora so che ce la posso fare, perché sono stata in grado di farlo. Ma la ragione per cui non potrei vivere qui più di un tot di tempo è perché Fabio mi mancherebbe troppo. Ci sono così tante esperienze da fare insieme a lui, tante idee da condividere, pensieri da scambiarsi e amore da darsi, e Skype o un telefono non bastano. Almeno a me.

Milano Vs. London

Posted in London, MySelf with tags , , , on 8 April 2009 by Psyche

No, non voglio mettere sul piatto della bilancia le due città e fare un paragone. Voglio solo dire che da quando sono tornata a Londra dopo i 10 giorni passati a Milano, la vita qui non mi sembra più uguale. Fabio mi manca molto più di prima, e così anche la mia vita laggiù. Mi manca vedere gli amici il sabato sera, mi manca andare a teatro con Fabio e quelle poche persone che lo amano come me, mi manca andare in giro per negozi o nei centri commerciali insieme a Fabio e sparlare di come sia vestita la gente o di quanto cammini lenta, mi manca andare nei locali rock e metal sempre con quei pochi amici che lo amano come me, mi manca chiacchierare ore e ore con un’Amica e mi manca stare accoccolata sul divano con Fabio a guardare il Dr. House.

Stare a Londra mi piace e non rimpiango assolutamente di esserci venuta. La mia autostima è cresciuta, il mio senso di indipendenza anche, e sto sperimentando la convienza con una persona che non sia Fabio né la mia famiglia. E mi piace. Ora ho anche trovato un lavoro, anche se non mi piace. È a Camden Town, la parte più rockettara e metallara di Londra (anche se è molto più fashion qui, e non trasgressiva come in Italia), e io ovviamente dove potevo trovare lavoro? Non nei negozi dark o metal, no! In una negozio di roba cinese, che fa schifo. Io generalmente cerco sempre di non comprare mai roba cinese, perché di bassa qualità e perché ho il vago sospetto che la persona cinese che lo abbia fatto sia sottopagata e tenuta in condizioni lavorative pessime (tante ore per poco salario, e poi… sarà stata una persona adulta che lo ha confezionato?), ma qui mi devo adattare. È l’unico lavoro che ho trovato da due mesi, e anche se non mi pagano tanto (£ 4.80 all’ora per 8 ore al giorno, che è sotto il National Minimum Wage) e non ho un contratto, e la boss cinese è una stronza allucinante (tipo Meryl Streep ne Il Diavolo Veste Prada, e non sto esagerando!) è meglio di niente. Io continuo a cercare e a distribuire CV, e appena ne trovo un altro (speranza vana…) me ne vado. Il negozio è aperto 7 giorni su 7, come quasi tutti i negozi a Camden e in centro, e i turni sono 9.30-18.30 o 10.30-19.30 e io ho due giorni off alla settimana. Inoltre, oltre a quel negozio, ne hanno un altro nel mercato di Camden e un altro che dovrebbe aprire a breve. Ovviamente lavorerò anche questo sabato e domenica che viene Fabio (evviva!), ma almeno sono riuscita a farmi dare il lunedì e il martedì, così riusciamo a passare un giorno e mezzo insieme. Fuckin’ Chinese…