Trips

Non ho ancora parlato delle gite che ho fatto fino ad ora. Da quando sono arrivata a Londra fino ad ora non ho visitato moltissimo, ma meglio di niente.

The British Museum

Domenica 1° marzo sono andata al British Museum (http://www.britishmuseum.org/), che si trova in Great Russell Street, a metà strada tra le metro di Russel Square, Tottenham Court Road e Holborn. È enorme, e ovviamente, non essendo riuscita a finirlo tutto in un pomeriggio, ci sono tornata il giorno dopo, tanto più che la domenica mi ero dimenticata la macchina fotografica… -.-’
L’entrata al museo è gratuita, e ci sono anche delle visite guidate gratuite di circa 40 minuti che ti mostrano una sezione particolare del museo e che hanno luogo ogni giorno a orari definiti. Io ho seguito il tour delle 11.30, chiamato Ancient Greece eyeOpener tour, che ci ha mostrato, come dice il nome, le gallerie relative all’antica Grecia, tra cui il Mausoleo di Alicarnasso, antichi vasi e il monumento delle Nereidi. Di importante nella parte greca ci sono i resti del Partenone, che però non era incluso nel tour. Il secondo tour che ho fatto si chiamava Ancient Rome eyeOpener tour, e con la guida abbiamo ripercorso quasi tutta la storia dell’Impero Romano, dalla nascita fino quasi alla sua morte.
La prima opera che si incontra, invece, nel museo è la Stele di Rosetta, che riporta un decreto del 196 a.C. stabilito vicino a Rashid (Rosetta, appunto) in tre lingue diverse: la parte superiore è scritta in geroglifici, solitamente usati sui monumenti, la parte centrale è in demotico, la lingua dei letterati egizi, e la parte inferiore in greco, usato dal governo. Per il resto, nel museo c’è arte messicana, del Nord America (ai tempi dei pellerossa), cinese, giapponese, del Medio Oriente, oltre che, ovviamente, arte egizia.

Lunedì 2 marzo, dopo il British, sono andata al Charles Dickens Museum (http://www.dickensmuseum.com/), che si trovava non lontano da lì. Si tratta di una normale casa mimetizzata tra le altre, su tre piani, che raccoglie scritti, foto e furniture usata dallo scrittore inglese durante la sua vita. Ci sono andata più che altro per curiosità: lo avevo studiato al liceo in letteratura inglese, e dato che ero a Londra, perché no?

Domenica 8 marzo, invece, ho fatto l’errore di andare al museo delle cere Madame Tussauds (http://www.madametussauds.com/). L’errore non sta nell’esserci andata, quanto nell’esserci andata di domenica. Il museo era talmente strabordante di gente che alla fine della visita ero diventata misantropa… Ogni persona possedeva una macchina fotografica, e, ovviamente, si doveva far fotografare abbracciata al tale attore, o mentre tocca il culo alla cantante/attrice/modella/non si sa quale sia il suo lavoro, mentre io dietro sclero perché non riesco a fotografare la statua senza una persona di fianco. Le mie fotografie, di conseguenza, non sono venute un granché, proprio perché bisognava “cogliere l’attimo”, e alla fine la foto come viene viene, e te la tieni, a meno che tu non voglia passare tutta la vita lì dentro. Anche questo museo è diviso in sezioni (i cui nomi sono un po’ veri e un po’ inventati da me per categorizzare), per cui c’è prima la parte Fashion (e.g. David e Victoria Beckam e Kate Moss), Hollywood (tra cui Johnny Depp e Julia Roberts), Sport Stars (e.g. Lance Armstrong, Pelé), Royalty (da Elizabeth I a tutta la famiglia reale odierna), Music (Freddy Mercury, Beatles e varie pop stars inutili), World Leaders (oltre ai vari presidenti di Stato, anche altri personaggi politi, vecchi e nuovi, come Hitler o Fidel Castro). Tra gli altri personaggi c’erano artisti, pittori, uomini di scienza e uomini religiosi, nonché statue di gente sparse a caso nel museo, come Marilyn Monroe, la principessa Diana e Andy Wharol. Si può dire che molte statue sono fatte davvero bene, come quella di Fidel Castro, ma altre sono inguardabili, come la statua di Michael Jackson o quella di Pavarotti.
Il museo si trova vicino alla stazione di Baker Street, e, contrariamente alla maggior parte dei musei (che sarebbero, tra l’altro, un po’ più di “alta cultura”), il Madame Tussauds non è gratuito, anzi! Il biglietto d’ingresso costa £25 per gli adulti e £21 per i bambini (sai che sconto…). Va beh, non importa, in questo museo ci si va una volta sola nella vita.

Dopo il Madame Tussauds, essendo alla stazione di Baker Street, che prende il nome dalla via, dove posso essere andata? Ma al Sherlock Holmes Museum, ovviamente (http://www.sherlock-holmes.co.uk/)! Al numero 221b di Baker Street. Mi sono anche fatta una foto con Watson! :) Il tizio che era vestito da Watson era simpatico, perché a ogni turista che entrava chiedeva da dove veniva e lo salutava nella sua lingua madre! L’italiano, poi, evidentemente, lo sapeva abbastanza, perché si è messo a parlarmi in italiano! Mi sapeva tanto di nonno! Il museo era pieno di disegni, utensili e oggetti che – teoricamente – dovrebbero appartenere a Sherlock Holmes e a Watson. Poi c’erano varie edizioni di libri, pagine scritte, e, al terzo piano, statue di cera di alcuni personaggi che rappresentavano delle opere di Sir Arthur Conan Doyle! I gialli di Sherlock Holmes, ovviamente, anche perché non so se abbia scritto altri libri…

Watson & me

Mercoledì 11 marzo, infine, sono andata a Greenwich (http://www.nmm.ac.uk/), facendo un viaggio di più di un’ora: da casa mia ho preso l’autobus e sono arrivata alla metro di Finsbury Park, da lì ho preso la Victoria line e sono scesa a Green Park, dove ho cambiato e ho preso la Jubilee line che mi ha portato fino a Canary Wharf, dove ho preso la DLR  (Docklands Light Railway) che mi ha portato a Greenwich. (Poco male se ci ho messo tanto, sono andata un bel po’ avanti col nuovo libro che ho comprato, The Dirt, ovvero l’autobiografia dei Mötley Crüe! :) ). Ho attraversato il bel Greenwich park e sono arrivata al Royal Observatory, imbattendomi in un gruppo di studenti siciliani in gita. Maledetti italiani, sono dappertutto… ;) Al di là di questo, che emozione vedere il primo meridiano e mettercisi a cavallo… Mi mettevo da un lato, e mi trovavo a “Est del mondo” , mi mettevo dall’altra ed ero a “Ovest del mondo”, mi sentivo una bambina, ma era così eccitante pensarlo mentre lo facevo! Il primo meridiano 0° 0′ 0″!! Poi ho visitato la Flamsteed House, dove si trovano la Octagon Room, progettata da Christophen Wren per osservare il cielo e gli avvenimenti celesti (si dirà così in italiano?), la Camera Obscura, che usa una lente e degli specchi che ruotano per proiettare il panorama di Greenwich in tempo reale dentro una camera oscura, gli Apartments of the Astronomer Royal e le Time Galleries. Inoltre, sull’osservatorio c’è la Time Ball, una palla rossa su un’asta che, poco prima delle 13, ogni giorno, si alza per poi ricadere alle 13 in punto, per segnare l’ora alle imbarcazioni che navigano il Tamigi. Un rituale che si ripete dal 1833. All’interno del Great Equatorial Building, poi, ho visto il 28-inch Telescope and Onion Dome, un telescopio che ha più di un secolo e che è il grande del Regno Unito. Successivamente sono andata all’Astronomy Centre: lì si possono visitare le Weller Astronomy Galleries, ovvero delle galleria interattive che ti permettono di fare diversi esperimenti per capire un po’ di più l’universo e i suoi misteri. Dopo pranzo, invece, sono andata al Peter Harrison Planetarium, dove ho visto uno show intitolato Invaders of Mars, che mostrava tutte le scoperte fatte sul pianeta Marte fino ad oggi. È stato interessante, nonostante mi fosse venuto il mal di mare dopo un quarto d’ora che vedevo pianeti che giravano, superfici che scorrevano, ecc… Dopo aver finito con il Royal Observatory (tutti gli edifici descritti fino ad ora facevano parte di un unico complesso), sono andata alla Queen’s House, costruita da Inigo Jones nel 1616 su ordine della moglie di James I, Anne of Denmark. Le uniche cose degne di essere riportate sono le Tulip Stairs e il pavimento in marmo della Great Hall (purtroppo all’interno non si potevano fare foto, ma le trovate sul sito). Infine sono andata al National Maritime Museum, con il solo scopo di vedere l’uniforme indossata dal vice ammiraglio Nelson quando fu sconfitto a Trafalgar, che riporta ancora il buco fatto con la pallottola che lo colpì. Per il resto il museo risulta interessante solo per coloro che amano le navi e la marina in generale.

Prime Meridian

Ecco, questi sono i giri che ho fatto fino ad oggi. Non è tantissimo, ma me li sono proprio goduti, e poi non li ho visti con l’ansia che potrebbe avere il turista, che deve assolutamente vedere tutto in tempo perché poi non ci tornerà mai più. Io so che comunque in questi posti ci potrò ancora tornare, se vorrò.

2 Responses to “Trips”

  1. Che bello, una nazione dove la cultura è gratis e paghi solo le puttanate! :)

    P.S.: In che senso la statua di Michael Jackson è venuta male? L’hanno fatta troppo poco ripugnante? ;-)

  2. Sembra troppo una donna. Va bene che era piuttosto “femminile” negli atteggiamenti e nei lineamenti, ma non così tanto come lo hanno fatto qui!

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