Martedì ho conosciuto una ragazza italiana che sta qui a studiare. Si chiama Caterina e mi ha dato il suo contatto una nostra cliente del bar, che, alla notizia che io sarei andata a Londra, si è fortemente adoperata per darmi quanti più contatti possibili di gente che abitava a Londra. Uno dei contatti è questa ragazza, che frequenta qui l’università d’arte (mi pare si chiami St. Martin, ma non ricordo bene), e ha 20 anni. Sembra una ragazza simpatica, anche se l’ho vista solo una volta. Ci siamo incontrate martedì intorno alle 6.30 e siamo andate a bere qualcosa da Starbucks (fanno un caffè espresso niente male per essere a Londra, anche se l’ho pagato £1.35!). Abbiamo chiacchierato di Londra, della solitudine che all’inizio è difficile da sopportare, dell’università, di lavoro. Lei è qui da settembre, e vive con un paio di persone, ma sta cercando un’altra casa perché vorrebbe abitare con tanta gente, in modo da non essere mai sola a casa. Un po’ la capisco, perché a stare da soli ti viene veramente una tristezza indicibile, ma non so se riuscirei ad andare ad abitare con altre 6 o 7 persone, poi sarebbe difficile gestire una casa senza discutere almeno una volta a settimana. Sì, insomma, si hanno sempre lati positivi e negativi.
Ieri sera, invece, ho cenato con Sara, e dopo siamo andate in un locale a Old Street che si chiama El Paso a sentire un amico del suo pseudo-ragazzo (si stanno frequentando, non l’ho mai sentita chiamarlo fidanzato) che suona in un gruppo metal. Allora: il suo gruppo faceva cagare secondo me (e anche secondo Sara, anche se lei non è amante del genere), in compenso quello dopo era davvero bravo, era musica più tosta e il cantante era intonato (nonché aveva anche un bel timbro di voce, un po’ graffiante ma profondo). Il gruppo dell’amico dello pseudo-ragazzo, che per la cronaca si chiama Mike, invece, aveva degli inizi di canzoni bellissimi, roba che uno dice: “Wow, questi spaccano!”, invece poi nel corso della canzone il tono si smosciava, e soprattutto, tutte le canzoni avevano un finale bruttissimo; non era a effetto, semplicemente smorzavano il suono schiacciando il pedale della pedaliera. Il cantante, poi, non era intonato e il bassista mi faceva venire il mal di mare, dato che faceva avanti e indietro senza motivo (e non faceva scena sul palcoscenico).
Mike, invece, mi piace come persona: è spiritoso, tranquillo, gentile e gli piace l’heavy metal!
Ho conosciuto anche un’amica di Sara che vive a Londra da 7 anni, che mi ha dato dei consigli su come fare meglio il CV (qui in England hanno canoni diversi dall’Italia). Non che m’ispiri particolare simpatia, però è stata carina a dirmi come fare.
Tra le altre news, stasera andiamo a firmare il contratto per la casa: alla fine il proprietario ha accettato £225 a settimana, ma noi comunque dobbiamo pagare 3 mesi di affitto anticipato + un deposito di 6 settimane. I miei, inoltre, dovranno firmare un foglio in cui si dice che se io non pago l’affitto – in quanto disoccupata – lo pagano loro per me. Che palle… Ma almeno la questione casa si dovrebbe risolvere a breve.
Poi c’è/ci sarà il problema del trasloco, del lavoro, del medico di base a cui mi dovrò registrare, dei documenti medici per l’assicurazione che non è detto riesca a farmi fare da qua, dei viaggi che mi dovrò fare a Milano per colpa di quel cavolo di incidente… Tante cose a cui pensare!!!