Archive for January, 2009

Si comincia a conoscere un po’ di gente…

Posted in London with tags , , , , , , , on 29 January 2009 by Psyche

Martedì ho conosciuto una ragazza italiana che sta qui a studiare. Si chiama Caterina e mi ha dato il suo contatto una nostra cliente del bar, che, alla notizia che io sarei andata a Londra, si è fortemente adoperata per darmi quanti più contatti possibili di gente che abitava a Londra. Uno dei contatti è questa ragazza, che frequenta qui l’università d’arte (mi pare si chiami St. Martin, ma non ricordo bene), e ha 20 anni. Sembra una ragazza simpatica, anche se l’ho vista solo una volta. Ci siamo incontrate martedì intorno alle 6.30 e siamo andate a bere qualcosa da Starbucks (fanno un caffè espresso niente male per essere a Londra, anche se l’ho pagato £1.35!). Abbiamo chiacchierato di Londra, della solitudine che all’inizio è difficile da sopportare, dell’università, di lavoro. Lei è qui da settembre, e vive con un paio di persone, ma sta cercando un’altra casa perché vorrebbe abitare con tanta gente, in modo da non essere mai sola a casa. Un po’ la capisco, perché a stare da soli ti viene veramente una tristezza indicibile, ma non so se riuscirei ad andare ad abitare con altre 6 o 7 persone, poi sarebbe difficile gestire una casa senza discutere almeno una volta a settimana. Sì, insomma, si hanno sempre lati positivi e negativi.

Ieri sera, invece, ho cenato con Sara, e dopo siamo andate in un locale a Old Street che si chiama El Paso a sentire un amico del suo pseudo-ragazzo (si stanno frequentando, non l’ho mai sentita chiamarlo fidanzato) che suona in un gruppo metal. Allora: il suo gruppo faceva cagare secondo me (e anche secondo Sara, anche se lei non è amante del genere), in compenso quello dopo era davvero bravo, era musica più tosta e il cantante era intonato (nonché aveva anche un bel timbro di voce, un po’ graffiante ma profondo). Il gruppo dell’amico dello pseudo-ragazzo, che per la cronaca si chiama Mike, invece, aveva degli inizi di canzoni bellissimi, roba che uno dice: “Wow, questi spaccano!”, invece poi nel corso della canzone il tono si smosciava, e soprattutto, tutte le canzoni avevano un finale bruttissimo; non era a effetto, semplicemente smorzavano il suono schiacciando il pedale della pedaliera. Il cantante, poi, non era intonato e il bassista mi faceva venire il mal di mare, dato che faceva avanti e indietro senza motivo (e non faceva scena sul palcoscenico).
Mike, invece, mi piace come persona: è spiritoso, tranquillo, gentile e gli piace l’heavy metal!

Ho conosciuto anche un’amica di Sara che vive a Londra da 7 anni, che mi ha dato dei consigli su come fare meglio il CV (qui in England hanno canoni diversi dall’Italia). Non che m’ispiri particolare simpatia, però è stata carina a dirmi come fare.

Tra le altre news, stasera andiamo a firmare il contratto per la casa: alla fine il proprietario ha accettato £225 a settimana, ma noi comunque dobbiamo pagare 3 mesi di affitto anticipato + un deposito di 6 settimane. I miei, inoltre, dovranno firmare un foglio in cui si dice che se io non pago l’affitto – in quanto disoccupata – lo pagano loro per me. Che palle… Ma almeno la questione casa si dovrebbe risolvere a breve.

Poi c’è/ci sarà il problema del trasloco, del lavoro, del medico di base a cui mi dovrò registrare, dei documenti medici per l’assicurazione che non è detto riesca a farmi fare da qua, dei viaggi che mi dovrò fare a Milano per colpa di quel cavolo di incidente… Tante cose a cui pensare!!!

FORSE la casa c’è…

Posted in London with tags , , , , on 28 January 2009 by Psyche

L’altro ieri io e Sara siamo andate a vedere due case: una era un “2 bedroom flat”, ossia una casa con due camere da letto, la sala da pranzo, il bagno e la cucina (ovviamente, non abitabile), e ci staremmo solo io e lei. L’altra casa che abbiamo visto era nuovissima, senza moquette (miracolo!!) ma col parquet, ed era da condividere con una coppia di sposini indiani. Ci avrebbero dato le due camere mansardate, il che non era male, se non fosse stato per il fatto che erano claustrofobiche!! Erano minuscole, con un letto matrimoniale, e poi a breve ci avrebbero messo una cassettiera piccola e un armadio (sempre piccolo). Ma non ci si poteva muovere dentro con tutta quella roba! Oltretutto non erano molto contenti quando gli abbiamo chiesto se potevamo ogni tanto invitare qualcuno. Quindi quella l’abbiamo scartata. Eravamo molto più propense alla casa vista prima, ma ci siamo dette di riparlarne il giorno dopo e così abbiamo fatto. Ieri a pranzo io e Sara ci siamo viste e ci siamo dette che sì, come casa non era male, certamente non era bellissima, ma non ne avremmo trovate molte di migliori (anche con il nostro budget!). Abbiamo anche parlato di questioni riguardanti il nostro rapporto: lei mi ha subito detto che potrebbe capitare che ogni tanto dorma dal suo ragazzo, che forse tra giugno e luglio sarebbe andata una settimana a Praga con l’università (se gli danno i fondi) e qualche giorno in Spagna a trovare un suo amico, nonché sicuramente sarebbe tornata in Italia a Pasqua (forse una settimana) e da metà luglio a tutto agosto. All’inizio la cosa mi ha un po’ sconcertato, perché in effetti si trattava di tanto tempo che avrei dovuto passare da sola in casa, di notte, poi ho cercato di riflettere: la notte in cui dorme dal suo ragazzo non importa, a Pasqua dovrebbe venire qui Fabio (anche se non credo per una settimana, forse due o tre giorni), e per le vacanze estive Fabio sarebbe venuto a Londra due settimane, anche se non so ancora se a luglio o ad agosto. Se mi dovesse capitare di dover stare tutto agosto qua, o me ne torno a Milano anch’io, oppure bisogna vedere se magari mi sarò fatta delle amicizie e potrò chiedere ai potenziali amici di venire a farmi compagnia (cosa che vale anche per i giorni in cui lei potrebbe essere a Praga o in Spagna). Inoltre, quando io andrò via da quella casa, dovrò cercare un nuovo coinquilino, dato che lei da sola non potrebbe permettersi di pagare un affitto per due persone, quindi in teoria finché non trovo il coinquilino non me ne potrei andare (a meno che non pago l’affitto anche se sono a Milano). Sembra che ci siano solo lati negativi in questa convivenza (a parte la compagnia di Sara, ovviamente), ma se fossi andata a vivere con altra gente, sarebbe potuto capitare di rimanere da sola, o di ritrovarsi con gente che usa la casa solo come punto di appoggio e non come luogo per parlare e socializzare.

Così abbiamo deciso di andare all’agenzia. La casa costava £240 a settimana (da dividere in due), noi abbiamo abbassato a £225 ma il proprietario non ha accettato e abbiamo fatto £230. Tuttavia, il fatto che io non avessi ancora un lavoro li ha fatti sospettare che io non potessi poi pagare l’affitto, così ci hanno proposto che pagassimo 3 mesi di affitto anticipato, oltre al deposito di 6 settimane (che in teoria se non sfasciamo la casa ci ritornano). Vai a spiegare a questi dell’agenzia che non vengo da un paese povero e che non sono venuta a Londra per fare fortuna e mandare i soldi a casa! Io ho una famiglia che non mi manderebbe mai a dormire per strada, e ho lavorato un anno mettendo via un po’ di soldi. Alla fine, un po’ giustamente, non si sono fidati molto e abbiamo accettato di pagare i 3 mesi anticipati. Il proprietario, però, non ci lascia nell’appartamento neanche un letto! Così ieri sera, quando siamo uscite dall’agenzia, il tizio ci ha richiamato e ci ha detto che il proprietario accettava a £230, ma non ci lasciava neanche un letto. Noi gli abbiamo detto che qualcosa ce lo doveva dare, o ci abbassava il prezzo o ci dava un letto. Ci avrebbe richiamato. Mentre ero a cena, poi, Sara mi chiama e mi dice che non accettano niente e che lei gli aveva risposto che avremmo richiamato il giorno dopo, almeno per non dargli subito la soddisfazione di dire: “Ok, accettiamo”. Oggi mi chiama l’agenzia (Sara aveva il telefono staccato perché lavorava), e mi dice “What’s the problem?”, cioè, non eravamo già sicure di comprarla la casa? Allora, visto che Sara non era riuscita a dirglielo, ho provato a dirglielo io, anche se il mio inglese non era buono come il suo. Gli dico decisa: il punto è che noi non abbiamo niente in cambio, noi paghiamo 3 mesi di affitto anticipato, ma il proprietario non ci dà il letto né ci abbassa il prezzo. Allora lui dice che magari si può fare £225. Gli dico che gli avrei fatto sapere quando avrei sentito Sara. Beh, insommma, senza stare a raccontare tutto che è una storia lunga, il proprietario alla fine ha accettato £225 (con le buone maniere si ottiene tutto ;) ), ma dato che io non ho un lavoro vogliono una dichiarazione da parte dei miei che se tra 3 mesi non ho un lavoro, pagano loro per me. Io gli chiederei anche, visto che oltre al pagamento anticipato vogliono la dichiarazione, di abbassare a 2 mesi. Tanto che siano 3 o 2 mesi, i miei mi aiuterebbero comunque.

Andiamo in agenzia stasera alle 5.30 (6.30 ora italiana) a vedere il contratto. Domani il responso…

First days in London

Posted in London with tags , , on 26 January 2009 by Psyche

Finalmente riesco a scrivere sul blog. In realtà non mi mancava solo il tempo, ma anche la voglia. Stare a Londra da sola è più difficile del previsto. Credevo che avrei cominciato a sentire la mancanza di casa dopo un po’ di tempo che sarei stata qua, che so, una settimana, invece già il 24 sera…
Nonostante lo sapessi, staccarsi da Fabio all’aeroporto è stato difficilissimo. È stato come se lasciassi a terra un pezzo di me, una parte della mia vita, e mi ha rincuorato solo quello che mi ha detto lui a un certo punto: “Noi comunque passeremo insieme il resto della vita”.

Dopo che ho lasciato Fabio, sono andata al controllo del bagaglio a mano, e lì mi hanno fatto togliere la cintura che avevo addosso e anche il portatile che era nel bagaglio a mano (a saperlo, lo tenevo direttamente fuori, era l’oggetto che occupava più spazio!). Poco prima dell’imbarco ho incontrato la ragazza che doveva partire con me, che ho scoperto che veniva a Londra anche per incontrare una famiglia da cui andare a fare la ragazza alla pari. Abbiamo fatto insieme il viaggio Milano-Londra e anche il viaggio dall’aeroporto di Gatwick alla stazione di London Victoria (una specie di stazione Centrale tre volte più grande e quattro volte più incasinata!). Alla stazione di Victoria è venuta a prendermi Sara, che mi ha accompagnato fino all’albergo, aiutandomi anche con le valigie. Prendendo il treno e poi la metro ho risparmiato, ma se fossi stata completamente sola avrei preso un taxi (anche se il prezzo dall’aeroporto al centro di Londra si aggirava intorno alle £85), perché non sarei riuscita a portare il valigione, il bagaglio a mano, il portatile e la mia borsa (pesantissima) tutto da sola.
Arrivate in hotel, dopo aver pagato, io e Sara ci siamo fatte due rampe di scale con il valigione, dato che l’hotel – ahimé! – non aveva l’ascensore. In camera abbiamo parlato un po’ di Londra, delle stanze, della vita qui, e abbiamo anche cercato dei “2 bedroom flats”, ovvero appartamenti con 2 camere, da dividere io e lei. Dopo essere uscite a cena, mi ha riaccompagnato all’hotel e poi è tornata a casa sua. Quando sono tornata in camera, ho capito che ero proprio da sola, che avrei dormito in una stanza d’hotel da sola, e la cosa mi ha agitato, ma per fortuna poi ho sentito Fabio con Skype.

Ieri, invece, dopo essermi alzata e aver fatto colazione, sono uscita e con la metro sono andata in un negozio Vodafone, dove ho comprato una sim inglese per poter telefonare ai numeri inglesi senza spendere una fortuna. Poi ho pranzato con Sara e sono andata a vedere una stanza. Al di là del fatto che l’odore non era un granché e che la casa nel totale non mi piaceva, la cosa che non mi avevano detto era che la stanza si liberava a marzo! Me ne sono andata con le pive nel sacco. Nel pomeriggio ho visto un paio di stanze insieme a Sara (ma erano per lei le stanze, dato che anche lei sta cercando una nuova sistemazione), e entrambe facevano schifo. La cosa che accomuna tutte queste stanze è che c’è la moquette dappertutto (nelle stanze, sulle scale, nei corridoi), che già mi dà sensazione di sporco, poi non c’è quasi mai un tavolo dove mangiare, perché qui non c’è l’abitudine di mangiare tutti insieme a tavola come da noi, magari uno cucina e mangia in piedi appoggiato al piano della cucina, oppure in camera o sul divano. Per me è inconcepibile… Ma qui è la norma, e mi ci dovrò abituare se vado in casa con altra gente.
Ieri sera poi sono tornata in hotel, ma prima mi sono fermata a comprare del pane e del prosciutto (schifoso) per farmi un panino in hotel. Non è stata una gran serata: mi sono fatta la doccia, ho asciugato i capelli, ho mangiato quel panino schifoso e dopo un’oretta ho sentito Fabio con Skype, che è stata l’unica nota positiva della serata. Ho continuamente il groppo il gola, non sono abituata alla solitudine, e nonostante abbia deciso di fare quest’esperienza “per me”, la cosa risulta più difficile del previsto. Ho paura a stare da sola in hotel (più che altro di sera e di notte), ho paura di non riuscire a trovare una casa, un lavoro poi, e mi inquieta un po’ andare a vivere con gente estranea. Qui è la norma, quindi in realtà sono solo io che non ci sono abituata, ma se andassi a vivere con Sara sarei molto più tranquilla. Potrei uscire la sera con lei e tornerei con lei, mentre ora ho paura a uscire di sera, andare a mangiare fuori perché poi dovrei prendere la metro e/o camminare da sola di sera tardi. Qui in realtà c’è molta più gente in giro di sera che non a Milano, dove se prendi la metro alle 11 di sera sei in un vagone con altre 2 persone, e dalla faccia neanche molto raccomandabile. Ma mi ci devo abituare, ora non ci riesco, magari tra qualche tempo sarà diverso.

Comunque oggi vado a vedere un “2 bedroom flat” con Sara alle 5 e poi alle 6 abbiamo appuntamento per vedere un paio di stanze in una casa da condividere con un’altra coppia. Chissà…

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Posted in MySelf, Travelling with tags , , on 23 January 2009 by Psyche

Ci siamo, domani è il grande giorno. Ancora non me ne capacito. È la prima volta che vado all’estero completamente sola – in verità è la prima volta che vado da qualche parte fuori Milano da sola. E come “completamente da sola” intendo senza genitori, parenti, fidanzato, amici o parrocchia. A sentimenti di forte eccitazione  si alternano momenti di grande sconforto che mi portano a dubitare della mia capacità di portare avanti la cosa. Il fatto è che non mi fido molto della mia forza di volontà e della mia costanza nel fare qualunque attività (dagli sport da piccola, fino al suonare il basso). Non so, forse era solo perché nessuna mi appassionava a tal punto da combattere le delusioni e andare avanti convinta che ce l’avrei fatta. L’unica eccezione è il teatro, che purtroppo quest’anno, proprio per il viaggio a Londra, non posso fare, ma che conto di ricominciare l’anno prossimo.

Sicuramente non sarà facile all’inizio, e so già che ci saranno momenti in cui crederò di non farcela, momenti in cui mi verrà da pensare che non sono fatta per queste cose, perché quella è una cosa che solo le persone coraggiose e forti possono fare. Ci sarà la solitudine, almeno i primi tempi, e la difficoltà di trovare un posto di lavoro, nonché la fatica dover portare avanti una casa (pagare l’affitto, le spese, il cibo), ma questo è quello che ho scelto.
Mi do 2 mesi per capire come mi trovo a Londra. Il 20 marzo tornerò in Italia per il matrimonio di Fra e Chiara, quindi ci sarà un break, anche se non lunghissimo, ma che potrà aiutare la mia mente a fare il punto della situazione e capire cosa voglio. Inoltre, l’idea di “dover” tornare dopo 2 mesi mi toglie un minimo di ansia.

Per il resto, ci sono delle news. La prima è che la ragazza che doveva venire su con me e alloggiare con me in hotel ha avuto delle complicazioni al lavoro (ovvero ha accettato di stare lì ancora un mese per dare una mano ai proprietari del negozio, nel caso che la riprendano quando torna da Londra e non riesce a trovare lavoro), quindi mi ha detto che salirà a Londra con me il 24, ma torna giù il 25. Tra l’altro, non siamo nemmeno nello stesso hotel – e questa è la seconda novità – perché io ho trovato un b&b (stranamente non caro!) vicino Notting Hill, mentre lei ha prenotato per una notte in un ostello, che però non so dove sia. Quindi farò solo il viaggio in compagnia.

La valigia è quasi pronta, e, come da previsioni, non ho potuto metterci tutto quello che volevo, per non parlare del fatto che all’inizio non mi si chiudeva nemmeno… -.-’
Per fortuna ieri sera c’era Fabio, che mi ha aiutato a fare pulizia nella valigia (non senza insultarmi per tutta la roba inutile che mi portavo dietro) ricordandomi che dopo 2 mesi sarei tornata in Italia e qualcosa l’avrei potuta portare su dopo. Inoltre, al massimo, quando avrò preso la stanza, mi si potrà mandare un pacco con delle cose che mi servono ma che non ho potuto portarmi.

Bene, sulle note di The End dei Doors saluto tutti, dando appuntamento a domani, quando inizierò con i miei post londinesi!