Lo so, nonostante avessi detto nel mio post precendente che avrei scritto qui giovedì sera, ovvero ieri, non ho proprio avuto tempo (l’estetista era più importante :p)! Comunque ora vi racconto.
Questa settimana Elena (la capa) c’è solo la mattina, quindi dovevo dirglielo per forza la mattina, oltretutto al pomeriggio viene l’altra mia collega che fa part-time, e non mi andava di dirglielo davanti a lei (per chi non lo sapesse, l’ufficio dove lavoro è abbastanza piccolo e non ci si può molto “appartare”). Così più di una volta mi sono detta “Viola, ora glielo dici, e poche storie!” (da pazza, va beh…). Ma dalle 9 che ho iniziato a lavorare, gliel’ho detto all’alba di mezzogiorno e dieci! Avevo troppa paura, e poi non sapevo mai qual era il momento migliore in cui non la disturbavo, lei è sempre lì che scrive!
Comunque, alle 12.10 le dico, in un momento di tranquillità:
“Ah, Elena, poi quando hai 5 minuti di tempo ti dovrei parlare”.
“Sì, dimmi”.
“È una cosa un po’ delicata, diciamo… (pausa, e lo sguardo di Elena che inizia a preoccuparsi)… ecco… io ci ho riflettuto, in realtà è da un po’ che ci rifletto… e sono giunta alla conclusione che non è questo il mio lavoro”.
“Ah, non ti piace fare le spedizioni?”
“Eh, non molto…”
“E cosa vuoi fare?”
“Ho intenzione di partire per Londra a gennaio, sto ancora riflettendo se andare là a studiare o a lavorare, perché ho visto un paio di master interessanti anche a Londra. In ogni caso vorrei continuare a studiare dandomi un minimo di specializzazione che ora, con una triennale, non ho.”
“E che cosa vuoi studiare? Cosa ti piacerebbe fare?”
“Qualcosa che c’entri di più con le lingue, dove magari uso di più la lingua in sé, come l’inglese, che praticamente mi sto dimenticando. Sto guardando dei master in traduzione”.
Da qui, poi, è partito tutto un discorso sul lavoro del traduttore, perché secondo lei in Italia ci sono tanti traduttori, e si fa fatica a trovare lavoro, e poi dopo un po’ è noioso, ecc.. (anche quello che faccio adesso per me è noioso). E anche il lavoro di interprete non le piaceva, perché la gente non ti considera molto, nel senso, ti ascolta perché gli servi, ma alla fine è l’altra persona quella che guardano continuamente. (per inciso, lei ha fatto sia la traduttrice che l’interprete).
Sì, insomma, non mi ha incoraggiato (ovviamente!), però non si è incazzata come sospettavo, né mi ha messo il muso. Se poi con altri o col suo compagno parlerà male di me, pazienza. Io ora sto molto meglio.
In ogni caso mi ha detto che devo parlarne col titolare (nonché suo compagno), che spero di vedere settimana prossima, anche perché dovrei portare la mia lettera di dimissioni, e non so ancora quant’è il preavviso che devo dare.
Riguardo, invece, i risultati delle mie ricerche riguardanti master e quant’altro, ne parlerò in un altro post, ora sono un po’ di corsa.
E domani sera per festeggiare… I wanna rock and roll all nite!!!!