Archive for September, 2008

Waiting for the sun

Posted in MySelf with tags , , , , on 4 September 2008 by Psyche

Non so quante persone, se intervistate, alla domanda “Sei soddisfatto della tua vita?” risponderebbero “Sì”. In ogni caso, io non sarei tra quelle. Almeno non su tutti i fronti. Qualcuno al posto mio lo sarebbe, ma io no. Ho paura. Non l’avrei mai detto mesi fa, quando ero convinta di questo lavoro. Ma lo ammetto, un po’ mi stavo convincendo che sarebbe stato bello per sempre, che sarebbe stato il lavoro della mia vita, che “e quando mi ricapita un contratto a tempo indeterminato??”. Poi non avevo più voglia di studiare, volevo guadagnare i miei soldi per poter essere indipendente, e per poter metter via una parte di quei soldi per il mio futuro. Una casa mia, con la persona che amo. Ho voglia di avere una casa mia. E quello era il top per una neanche laureata. “Chissà, magari non passeranno ancora tanti anni prima di potermene andare. Forse tra un paio d’anni potrò già cercare casa! E magari non dovrò arrivare fino a 28-29 anni per potermene andare. Che fortunata sono stata!”.

… e ora butterei tutto all’aria. Per fare cosa poi? Non lo so, ovviamente. Sicuramente non lavorare nello stesso campo. E comunque non con la Russia. Voglio usare le mie conoscenze nelle lingue, e ora non è così. Se l’azienda commerciasse con altri paesi, dove la lingua richiesta fosse l’inglese, io sarei meno scontenta, perché sarei in grado di parlare. Tre anni di russo non sono così tanti. E bisogna andarci in Russia per imparare la lingua. Io ci sono stata solo due settimane, tre anni fa. 

Me ne andrei anche dall’Italia. Da qualche tempo è questo il mio pensiero ricorrente. Non sono mai stata così coraggiosa da andarmene per un periodo relativamente lungo, ma ora sento che lo potrei fare. È come se mi servisse. Ma è chiaro che non posso costringere chi mi vuol bene a seguirmi, non sarebbe giusto, nonostante mi piacerebbe. Ma cosa vado a fare all’estero? Che lavoro potrei trovare? 

Ma il mio problema più grande è… come lo lascio questo lavoro? Dove lo trovo il coraggio di dire a quelle persone che lascio per andare all’estero a fare..boh? Hanno detto che mi avrebbero “fatta crescere”, e in effetti mi hanno spiegato tante cose, ora il lavoro va bene, la mia “capa” si fida ed è contenta di me. Lo stipendio è nella media di un impiegato. E poi… come lo lascio un bel contratto come il mio per un lavoro (magari all’estero), che so già non sarà per sempre? Non voglio vivere all’estero per sempre.

Ho voglia di cambiare, ho bisogno di dinamismo, sento che con questo lavoro mi sono “appoggiata”, e sento che sto perdendo qualcosa.

Non mi sembra di chiedere troppo. Voglio solo non essere frustrata.