Archive for June, 2008

Stasera si replica!

Posted in Theatre with tags , , , , on 13 June 2008 by Psyche

Ci siamo, stasera alle 20.30 si replica lo spettacolo a Brugherio! Non sono molto convinta, perché le prove mercoledì non sono andate benissimo… anzi,a dire la verità ho fatto proprio pena… Romina dice che quando le prove vanno male, poi sul palco va bene. Se lo  dice lei che fa danza da 14 anni…

Forse è anche perché mercoledì sera Mario mi ha fatto troppi complimenti per la mia interpretazione di sabato a Lecco, e quindi mi sono un po’ lasciata andare… Però che bello sentirsi fare dei complimenti da Mario! :) Ha detto che ero riuscita proprio a dare plasticità al personaggio, e spiccavo molto. Forse troppo, dato che la stessa spinta non l’avevano trovata la Vale e la Giò, ma sento che stasera andrà diversamente. Io spero di non recitare peggio, anche perché anche stasera viene a vedermi gente che conosco, familiari e non: mamma, papà, Claudio, Emanuela, Paola (penso anche Paolo), Gabriella, e forse la mamma e la zia di Fabio. O forse semplicemente non mi impegno completamente durante le prove come  quando invece so che c’è della gente che mi sta guardando. Questo lo vedremo stasera.

Per tutti coloro che non possono venire a vedermi o si sono dimenticati del mio spettacolo, sappiate comunque che farò un dvd delle riprese, e se proprio volete vedermi ve ne farò una copia! Ma solo se stasera reciterò bene… ;)

Che attrice!

Posted in Theatre with tags , , , , , , on 9 June 2008 by Psyche

Sabato sera alcuni miei amici hanno avuto l’onore di assistere alla mia splendida performance a Lecco. Ah, per chi non è venuto, non sapete cosa vi siete persi!

Ovviamente sto scherzando, ma mi hanno detto che ho recitato bene. Va beh, me l’ha detto in primis Fabio, ma lui è di parte, poi Romina, Riccardo, Vera e Marco, che tra l’altro ringrazio tantissimo per essere venuti fino a Lecco solo per vedere me! Speriamo non si siano pentiti… ;)

Io credo che sicuramente potevo recitare meglio, ma ho recitato meglio dell’anno scorso! Quest’anno abbiamo lavorato molto sul cercare di essere un personaggio che non fosse totalmente inventato da noi (come invece è stato per l’anno scorso), ma che avesse già uno suo sostrato che poi noi abbiamo “adattato”, anche se poco, a noi stessi. In particolare quest’anno abbiamo tutti scelto un personaggio che fosse il più possibile lontano da noi stessi: io sono la direttrice della Rossum Universal Robots, un’azienda che produce robot. Il mio personaggio è una persona molto sicura di sé, con le idee chiare e un piglio molto deciso; dà ordini, gestisce un’intera azienda e sa come trattare le persone. Ma non è solo questo: nel quarto quadro si scopre che alla fine Valeria Domino (questo il nome) è una sognatrice, una che voleva eliminare il lavoro dalla faccia della terra per lasciare finalmente libera l’umanità, che così sarebbe diventata “l’aristocrazia del mondo sostentata da milioni di schiavi meccanici”. In origine il mio personaggio era maschile (Harry Domino), ma non ci sembrava il caso di far fare “l’uomo” a nessuna di noi; quest’anno infatti eravamo tutte donne al corso di teatro, all’inizio 4, poi 3. Tuttavia qualche punto in comune con Valeria ce l’ho: l’essere sognatrice, l’essere decisa nelle cose a cui tengo e nel farmi valere dagli altri quando voglio qualcosa o quando sento che non mi stanno rispettando.

Sabato sera a Lecco eravamo gli headliner ma non eravamo le star della sera, come invece è per i concerti, dove la band protagonista arriva alla fine, come è stato dimostrato dalla gente che, finito il terzo spettacolo, si è alzata e con la frase “Eh, sono già le 11…” ha levato le tende. Che pantofolai, ormai siete lì, manca solo uno spettacolo, è sabato sera, rimanete, no?? Ovviamente no, e quando abbiamo recitato noi la sala era mezza vuota, mentre fino a poco prima era praticamente piena.

Io mi sento di avere recitato abbastanza bene, anche se potevo fare meglio. Sono stata brava perché ho salvato lo spettacolo più di una volta, quando Giovanna, per un motivo o per l’altro, dimenticava le battute oppure ne saltava più di una. Ad esempio, il secondo quadro doveva iniziare con me che dettavo e Giovanna vestita da robot seduta già alla scrivania a scrivere, invece la Giò non ce l’ha fatta a cambiarsi in tempo durante il cambio di scena e io mi sono inventata qualcosa. Sempre durante il secondo quadro, la Giò doveva cambiarsi da robot a essere umano mentre io e Valentina ci scambiavamo delle battute; lei, poverina, non ce l’ha fatta, così io mi sono inventata delle frasi alla fine della mia già lunga battuta, e lei ha avuto il tempo di finire di prepararsi e uscire. E il quarto quadro? È stato un casino, abbiamo saltato un sacco di battute, le abbiamo poi riprese e inventato frasi. Giovanna ad un certo punto (punto in cui non doveva parlare) ha detto una battuta che in realtà era molto dopo, e questo errore lo faceva sempre durante le prove! Così l’ho zittita inventandomi una frase. Ma comunque sia la Giò che la Vale sono state bravissime!

Va beh, detto così sembra che io sia stata un genio, ma in realtà ci sono stati dei pezzi che potevo fare molto meglio, interpretare meglio le emozioni, ecc… Nel quarto quadro, per esempio, dovevo essere ansiosa e così mettere un po’ d’ansia anche nello spettatore, con le parole, con la camminata, con i gesti, prendendo nervosamente la pistola ogni due per tre. Invece non l’ho fatta così bene, altrimenti qualcuno mi avrebbe detto “però, che ansia c’era nel quarto quadro!”, ma me ne sono resa conto anch’io. È che è difficile farsi venire delle sensazioni che al momento non si provano, fa anche un po’ paura; io ho paura di non riuscire più a scrollarmele di dosso. È stato questo il problema della scuola di recitazione Actor Studios, ci ha spiegato Mario l’anno scorso. Io, poi, che per gli ultimi due anni di università ho avuto sempre l’ansia, prima fortissima poi più debole, ho paura a mettermi l’ansia addosso, ho anche paura di star male fisicamente. Per Mario ci ha detto espressamente che bisogna provare la sensazione che dovrebbe provare in quel momento il personaggio, altrimenti si finisce per risultare “finti”. Avete presente la sensazione che provate quando, nel vedere un spettacolo teatrale, pensate: “Com’è finto quel personaggio!”? Ma non è facile, lo ha ammesso anche lui…

Venerdì si replica a Brugherio, e voglio provare a migliorare quegli aspetti che mi sembravano “finti” o che comunque potevano essere resi meglio. Speriamo che non venga fuori uno spettacolo peggiore di quello di sabato sera. A Lecco ci conoscevano in pochi, ma a Brugherio ci conoscono…

Vero West: che sorpresa!

Posted in Theatre with tags , , , , , , on 8 June 2008 by Psyche

Venerdì sera io e Fabio siamo andati al Teatro Libero a vedere Vero West, con Corrado D’Elia e Jurij Ferrini e regia di Sergio Maifredi. Sia io che Fabio siamo rimasti molto soddisfatti della rappresentazione, e perché gli attori erano molto bravi e perché la storia era interessante.

Il libro da cui è stata presa la storia è Vero West di Sam Shepard, che tra l’altro avevo in casa e non mi ricordavo; me l’aveva regalato Fabio quando lavorava alla Costa & Nolan, così ho deciso di iniziare a leggerlo prima di andarlo a vedere a teatro. Dato il mio pochissimo tempo sono arrivata a leggere solo poche pagine, ma se devo essere sincera mi sembrava un po’ noioso, senza troppa vitalità. Mi domandavo perché, dato che quando avevo letto la trama sul sito del teatro Libero mi aveva ispirato tanto da convincermi a prendere il biglietto.

Tale teoria (dell’essere noioso) è stata poi suffragata dall’opinione di un’amica di Fabio, Dilia, che abbiamo incontrato vicino al teatro, appena fuori dall’entrata del ristorante dove lavora. Quando Fabio le ha detto che stavamo andando a vedere Vero West, lei ha sgranato gli occhi e ha detto che avremmo dovuto avvertirla le prossime volte prima di andare a vedere gli spettacoli al Libero; lei, infatti, lo spettacolo lo aveva già visto e le era parso molto noioso. A parte l’ottima recitazione di Corrado D’Elia (cosa di cui non avevo alcuno dubbio!), tutto il resto non era granché, ha detto.

E così ci siamo avviati a teatro con l’idea che – che palle! – speriamo non sia davvero così noioso. E invece… sorpresa! Lo spettacolo è stato molto bello e tutt’altro che noioso! Eravamo in seconda fila, quindi si vedevano gli attori molto da vicino (N.B. per chi non è mai stato al Libero: non c’è un palcoscenico sopraelevato, gli attori stanno sullo stesso piano degli spettatori in prima fila, come all’Out Off). Innanzitutto la scenografia: gli attori stavano su una sorta di piano di legno “sospeso” messo in pendenza verso gli spettatori, ma in modo che non si scivolasse troppo; inoltre c’era una barra che andava da un muro all’altro a cui gli attori potevano aggrapparsi. Non c’erano molte cose: un divano, una macchina da scrivere, carta, penne, una pianta; poi nel corso della rappresentazione sono stati aggiunti altri particolari.

Corrado D’Elia è stato bravissimo come sempre, mentre Jurij Ferrini è stato una sorpresa: lo avevo visto recitare anche poco tempo fa nell’Otello al CRT, ma né a me né a Fabio era piaciuta molto la sua recitazione. Ha una voce molto grezza, profonda, un po’ da “vichingo”, e su Otello non ci stava molto bene; invece nel personaggio che ha interpretato ieri ci stava molto bene la sua voce: lui era Lee, un ragazzo cresciuto un po’ da solo, diventato poi ladro per sopravvivere, trasandato e senza alcun scopo nella vita. Corrado D’Elia invece interpretava suo fratello Austin, esattamente il contrario di Lee: una persona con dei punti di riferimento fissi, una famiglia, un lavoro, una laurea. Alla fine dello spettacolo i ruoli saranno capovolti. Comunque non vi dico troppo, così se lo rifanno e volete andarlo e vedere, non vi rovino la visione: comunque lo consiglio a tutti!

Non è uno spettacolo che si può propriamente definire “comico”, però c’erano dei pezzi molto divertenti. Peccato che in quei momenti l’atmosfera sia stata “rovinata” da una tizia che era seduta nella fila dietro di noi, da sola, che quando gli attori facevano le battute, si metteva a ridere molto molto fragorosamente, talmente forte che più di una volta ho fatto fatica a capire quello che gli attori si dicevano dopo. Ed ero in seconda fila! La cosa che mi ha un piacevolmente sorpreso, diciamo, era che nei pezzi comici è successo che un paio di volte gli attori si mettessero a sorridere per le proprie battute! In realtà non so bene se ridevano per le battute che si facevano o perché c’era la tizia che rideva talmente forte da portarli a ridere! Mi ha sorpreso perché entrambi sono attori professionisti, quindi mi pareva più difficile che loro si mettessero a ridere; queste cose magari capitano a chi non è esperto e fa più fatica a stare serio nei pezzi comici, pensavo, e invece no…

Certo, andare a teatro la sera prima del proprio spettacolo non è stato molto intelligente, perché pensare a Corrado D’Elia e Jurij Ferrini e poi pensare a come recito io, mi ha portato a intristirmi un po’. Però cazzo, loro saranno decine di anni che recitano, e recitano sempre, è il loro lavoro, mentre io lo faccio solo per hobby una volta a settimana, non posso essere al loro livello. Però mi piacerebbe che quest’impegno del teatro diventasse qualcosa di più serio; mi piacerebbe anche farlo un paio di volte la settimana, e poi fare lo spettacolo più di una volta, magari tre o quattro, in modo da vedere quanto siamo capaci di rifare le stesse cose in momenti diversi. Vedremo l’anno prossimo. Intanto ieri sera ho fatto il mio spettacolo a Lecco (poi metterò un post anche di questo), e venerdì sera (13 giugno) lo replicheremo a Brugherio, all’Auditorium Civico. Se non avete niente da fare…

Addio Rock FM!

Posted in Music with tags , , , , , , , , , on 2 June 2008 by Psyche

31 maggio 2008. Ore 18:00. Rock FM è morta. E con lei se n’è andato anche un pezzo del mio cuore. Fino all’ultimo non volevo crederci, speravo non succedesse, perché non era possibile che una radio del genere potesse essere chiusa dopo tanti anni, dopo ben 18 anni di divulgazione del rock in Italia. E invece è successo, e ora su Rock FM si sente della musica in rotazione che non è quella messa dai dj, ma musica così, messa solo per “tappare il buco”. Da quel che ho capito (ma potrei sbagliarmi) quelle frequenze dovrebbero essere prese dalla brutta copia di Rock FM, ovvero Virgin Radio. Non metto in dubbio che Virgin Radio sia nata proprio per avere una radio rock nazionale, che fino a quel momento non esisteva, dato che Rock FM è sempre stata una radio regionale, ma Rock FM non trasmetteva solo rock’n’roll. Trasmetteva passione, cultura, e una vasta gamma di emozioni che Virgin non dà; e tutto questo era dato dalle grandissime persone che stavano dietro ai microfoni: l’Ariele, Roberto “Freak” Antoni, Marco Garavelli, Max De Riu,  Mox Cristadoro, Edo Rossi, Claudia, il Metius, Maurizio Faulisi e il puma di Lambrate Fabio Treves. Cito solo queste persone perché essendo io “piccola” e avendo iniziato ad ascoltare Rock FM relativamente tardi non ho conosciuto tutti i dj che hanno lavorato in questa radio, ma so che se hanno lavorato a Rock FM avranno saputo diffondere le stesse emozioni che hanno trasmesso i dj di ora. Virgin Radio, dunque, non sostituisce neanche lontanamente Rock FM, perché si ferma solo alla musica (che se vogliamo ben vedere non è neanche lo stesso grande rock che passava Rock FM) e non va al di là. Le centinaia di persone che si trovavano sabato in via Locatelli non erano lì solo perché avrebbero perso una radio che trasmetteva rock, ma delle persone che davano loro grandi emozioni, che tenevano loro compagnia in ogni momento della giornata, e ti tiravano su quando eri triste. Io mi sento come se avessi perso degli amici, degli amici che erano sempre presenti quando ne avevo bisogno e non si stancavano mai di me, né di tutti gli altri. Ma dove si troveranno mai dei dj che leggono sempre i tuoi sms (a parte ogni tanto l’Ariele, ma si sa che è un cialtrone, e gli voglio bene così) e ti rispondono in diretta, fanno commenti, ridono e scherzano con te quando ti vedono anche se non ti hanno mai visto, ti abbracciano e ti fanno sentire parte della loro vita. Ora siamo una famiglia, la Rock FaMily, ed è giusto che sia così, perché tra i dj e gli ascoltatori si è instaurato un legame talmente forte che era necessario fare qualcosa per consolidarlo; non credo che per le altre radio il legame sia così.

Sabato verso le 17.15 i dj hanno iniziato a parlare uno per uno per fare un ultimo saluto dai microfoni della loro radio, a partire da Max De Riu, che si è commosso e ha fatto commuovere anche me. Ha parlato in modo molto toccante, ma d’altronde lo immaginavo dopo averlo visto commuoversi nel primo pomeriggio davanti a noi, mentre parlava della radio. Anche all’Ariele si è spezzata la voce ad un certo punto del suo discorso, a metà tra le lacrime e il sorriso nel ripensare ai suoi ascoltatori. Che tenerezza mi ha fatto… Il Metius non ha voluto fare un discorso commovente, non era “nel suo stile” ha detto, e quindi ha mandato un po’ di sane maledizioni a quella persona che aveva deciso di chiudere la radio. Claudia ha iniziato il suo discorso con un bel “vaffanculo!!!”, poi si è commossa facendo commuovere anche me…

Alle 18.00 i dj non hanno voluto farci sentire il silenzio che ci sarebbe stato alla radio, quindi hanno continuato a cantare e suonare, sono scesi in mezzo a noi e sono saliti sui muretti intorno alle scale della metropolitana, e così abbiamo continuato a cantare tutti insieme fino alle 18.40, quando poi un po’ di dj sono risaliti per poi riscendere, un po’ si sono messi in mezzo alla gente a parlare e un po’ non si sa. Ma non dimenticherò mai il momento in cui l’Ariele si trovava circondato da persone, cercava di camminare, salutava tutti, parlava, abbracciava alcune persone, ecc… io mi sono avvicinata, l’ho ascoltato un attimo parlare e poi timidamente e sorridendo tristemente gli ho detto “ciao Ariele” e lui ha risposto “ciao Viola” e mi ha abbracciato! Si era ricordato di me anche in quel momento, e mi aveva abbracciato… come mi mancherà la sua voce stanca alla mattina, ma sempre pronta a tirare giù dal letto gli ascoltatori, pronta a ridere e a sparare cazzate già alle 7 di mattina!

Poi ho fatto varie foto con i dj, quasi tutti, tranne il Metius, ma per fortuna il 9 maggio lo avevo comunque conosciuto e mi aveva fatto la firma sulla maglietta della Rock FM All Stars Band. È stato bello anche quando c’era Faulisi davanti al portone, io gli ho chiesto di fare una foto, poi l’ho ringraziato per tutto quello che aveva fatto per noi in questi anni e lui mi ha abbracciato!

Mi mancheranno tantissimo tutti quanti, sia i dj che ho vissuto di più sia quelli che ho vissuto di meno, perché sono tutti delle persone splendide, e si sente che amano i loro radioascoltatori e che mancheranno loro moltissimo.

È un delitto aver chiuso Rock FM, è proprio un delitto perché sono state uccise nel profondo del cuore migliaia di persone, a partire dai dj fino ai tanti, tantissimi ascoltatori che amavano nel profondo questa radio. Non so con che cuore abbiano potuto fare una cosa del genere, ma poi mi dico che probabilmente un cuore queste persone non ce l’hanno, altrimenti sarebbero state toccate nel sentire quanto affetto è stato mostrato a Rock FM sabato in via Locatelli.

Spero proprio che i dj riescano a fare qualcosa, magari non  tutti insieme, ma che riescano a concludere qualcosa. Sarà difficile, perché Rock FM era una radio libera, una radio dove era il dj a decidere la musica, e non c’era il palinsesto già scritto da qualcun altro, una radio dove il dj a volte si portava i vinili da casa (i vinili!) e li metteva su perché voleva condividere con noi un’emozione che magari aveva provato lui ascoltando quel disco. Questo nonostante si potesse sentire il rumorino della puntina del giradischi sul disco, ma in realtà era proprio quel rumorino a rendere unica l’emozione…

Sì, sarà difficile, ma qualunque cosa faranno i dj di Rock FM, noi staremo loro vicini e li seguiremo; parlo a nome di tutti gli ascoltatori, ma so che nessuno se la prenderà perché la pensiamo tutti allo stesso modo. Quanti ragazzi ho sentito dire sabato “E ora della radio che me ne faccio?”, o “Ora rivendo la radio, tanto senza Rock FM non mi serve più”, e hanno ragione da vendere. Anche la mia radiosveglia non suonerà mai più, a meno che i dj di Rock FM non vadano a fare qualcos’altro alla radio, e allora io sarò con loro.

Grazie delle emozioni che mi avete regalato, ragazzi. Vi voglio bene.